
Se ne parla tanto e lo si accusa di essere responsabile di un’infinità di disturbi, spesso senza però avere le idee chiare su cos’è, da cosa dipende e come possiamo gestirlo.
Cause dello stress
Tanto per cominciare, lo stress è nostro nemico? Assolutamente no; lo stress è uno dei nostri migliori alleati perché ci aiuta ad affrontare tutte le situazioni, tutte le incombenze della vita. Un esame, una visita medica, una decisione importante da prendere, un conflitto interpersonale, una gomma bucata, correre tra mille impegni quotidiani, un piccolo incidente, una diagnosi di malattia, il troppo caldo o il troppo freddo; sono tutti stimoli esterni che attivano in noi una risposta di stress. E a cosa serve lo stress? A fornirci le risorse, le energie necessarie per affrontare al meglio ogni stimolo esterno. Lo stesso discorso vale per gli stimoli interni: atteggiamenti di eccessivo perfezionismo, aspettative irrealistiche verso se stessi, paura costante di fallire, conflitti interiori e traumi, pessimismo, ma anche il rimuginio e la preoccupazione continua, oltre naturalmente ai pensieri autosvalutativi e d’autocritica eccessiva, sono tutti stimoli interiori che attivano la risposta dello stress. Un aspetto spesso dimenticato è che lo stress si manifesta anche in concomitanza di stimoli interni di tipo fisico/biologico; di fronte a cambiamenti ormonali, malattie e dolori cronici, dolore fisico costante e stati di infiammazione sistemica, il corpo si attiva mobilitando le risorse necessarie per provare a riportare uno stato d’equilibrio.
Un aspetto da sottolineare è che mentre lo stress causato da stimoli esterni tende ad esaurirsi una volta che la situazione scatenante si è conclusa o lo stimolo si è esaurito, quello che deriva da stimoli interni, di tipo psicologico, tende più facilmente a strutturarsi e trasformarsi in stress cronico, con conseguenze negative anche sulla salute fisica; gli stimoli negativi interni tendono, infatti, a persistere nel tempo e a strutturarsi come atteggiamenti e dimensioni “caratteriali” dei quali spesso nemmeno la persona è consapevole.
Il meccanismo d'”accensione” dello stress
Cos’è che mette in moto la risposta di stress? L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), ovvero un sistema neuroendocrino, composto da tre strutture che, a cascata, regolano la produzione di cortisolo e adrenalina.
Questo sistema funziona come un “barometro” molto sensibile: quando si rileva una situazione esterna o interna stressante, l’ipotalamo produce corticotropina (CRH), che va a stimolare l’ipofisi. L’ipofisi secerne nel flusso sanguigno l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), il quale raggiunge le surrenali (la parte esterna del surrene), stimolandole a rilasciare cortisolo e adrenalina. Sono proprio questi due ormoni, cortisolo e adrenalina, a essere i principali responsabili della risposta di stress che tutti conosciamo, caratterizzata da attivazione del sistema cardiovascolare, inibizione del sistema digestivo-escretorio, attivazione del sistema neurouscolare e, aspetto più che mai importante, inibizione del sistema immunitario.
Quando lo stress diventa “cattivo”
Non è tanto lo stress che dovrebbe preoccuparci, che di per sé ci aiuta a mobilitare le risorse necessarie per fronteggiare situazioni e stimoli “impegnativi”. Ciò che dovremmo temere è il persistere di una risposta di stress anche in assenza di stimoli esterni che la giustifichino; in questo caso, infatti, significa che c’è qualche stimolo interno che sta continuando ad alimentare lo stress, e uno stress persistente può diventare stress cronico o stress “cattivo” (distress), così chiamato perché può innescare vari tipi di patologie e disturbi psicofisici.
Gestire lo stress
Poiché lo stress è una risposta fisiologica al servizio dell’adattamento e del ripristino dell’equilibrio interno, è ineliminabile; per questo dobbiamo imparare a gestirlo.
Gestire lo stress significa essenzialmente imparare a gestire i nostri pensieri e le nostre emozioni, allo scopo di modificare atteggiamenti e abitudini disfunzionali che, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, spesso conducono a una risposta di stress cronico. Osservare il nostro flusso mentale allo scopo di riformulare il proprio dialogo interiore, prendere consapevolezza di sé, delle proprie emozioni e delle proprie reazioni, diventano, nel caso dello stress, aspetti essenziali su cui lavorare.
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