
Oggi l’ansia sembra essere diventata un vero problema sociale: i ritmi frenetici della vita quotidiana, i mille impegni e il livello sempre più inteso di sollecitazioni mentali creano in noi uno stato di tensione psicofisica.
Tuttavia, una volta arrivati a sera, la tensione accumulata dovrebbe naturalmente dissiparsi lasciando spazio al riposo e al recupero delle energie psicofisiche.
Il vero problema è che, anche quando il corpo è in uno stato di riposo, la nostra mente continua, spesso, ad essere troppo attiva, abbarbicandosi ad ogni tipo di pensiero e di preoccupazione, anche quando non ce ne sarebbe necessità; preoccuparsi sembra essere diventato il nostro sport preferito, complici anche le continue notizie allarmanti e preoccupanti che ci raggiungono da ogni dove. In questo modo il circuito dello stress e della tensione non si allenta mai e si innesca un circuito vizioso, una sorta di ruminazione mentale, che è paragonabile allo stringere sempre di più le corde di una chitarra, finchè, sotto il peso della eccessiva tensione, si attivano tutta una serie di meccanismi neurofisiologici che, a seconda dell’intensità e della durata, possono anche sfociare in attacchi di panico o causare, nel tempo, vere e proprie problematiche fisiche.
Il vero problema quindi, non è lo stress in quanto tale, che è parte integrante e inevitabile della nostra vita; è il sovraccarico di ansia che noi ci mettiamo sopra, che finisce per alimentare i meccanismi psicofisici dello stress, trasformandolo da stimolo utile e positivo a meccanismo distruttivo (da eustress a distress).
Lo stress, quindi, è un meccanismo fisiologico ed è assolutamente inevitabile; l’ansia, invece, è una nostra scelta.
Inoltre, lo stress interessa la mente e il corpo mentre l’ansia può manifestarsi anche nel corpo andando ad alimentare lo stress ma di per sè è un fenomeno prettamente mentale, poiché dipende dai pensieri che facciamo.
Vista così, l’ansia non è né una malattia né un disturbo, ma un atteggiamento mentale, un’abitudine, un “vizio” che abbiamo acquisito nel corso della nostra vita, attraverso l’educazione, e che può essere modificato e corretto.
Cosa dice di me la mia ansia? Quale messaggio vuole comunicarmi? Quali sono le mie paure e le preoccupazioni che mi attanagliano? Su quali aspetti di me stesso vuole portare attenzione la mia ansia? Come posso dirigere e orientare il mio dialogo interiore nella direzione desiderata? Tutte domande che rappresentano il primo passo necessario per avviare un processo di cambiamento e di ristrutturazione del nostro dialogo interiore.
E tu sei pronto a liberarti dall’ansia e vivere finalmente la tua vera vita?
Se la risposta è sì ma senti che affrontare questi stati d’animo da soli può essere complesso e stai cercando uno psicologo a Pistoia oppure online, chiama e valuta la possibilità di un primo colloquio conoscitivo.
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