La fobia è una paura, intensa, persistente e duratura, innescata da uno specifico stimolo trigger (oggetto, animale, luogo, situazione, etc). Si tratta di una manifestazione emotiva sproporzionata, che si manifesta alla vista dello stimolo fobico o al pensiero dello stesso e che spinge la persona a mettere in atto comportamenti di evitamento. Lo stimolo fobico varia molto da persona a persona: molte fobie specifiche sono consolidate e comuni (altitudine, animali pericolosi, siringhe) mentre in certi soggetti può instaurarsi una fobia specifica per stimoli molto insoliti come alimenti particolari, tonalità di colore o suoni specifici, il che spesso crea in queste persone una sensazione di vergogna rispetto al loro timore.
I sintomi fisiologici correlati alle fobie, che si manifestano alla vista della cosa temuta o al pensiero di essa, sono: tachicardia, vertigini, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza.
Questi sintomi relativi a un’iper-attivazione fisiologica si alleviano se la persona ritiene di aver evitato lo stimolo, di essersene allontanata o di essere in un ambiente che giudica sicuro. In altre persone può viceversa attivarsi a livello fisiologico una risposta opposta, con un forte abbassamento della pressione sanguigna e decelerazione del battito cardiaco, fino a provocare mancamenti o svenimenti. Tali reazioni sono tipiche di fobie legate alla paura delle iniezioni, alla vista del sangue o ferite.
Chi soffre di una determinata fobia tende a evitare le situazioni associate alla paura, ma alla lunga questo meccanismo diventa una vera e propria trappola poiché va a confermare la pericolosità della situazione evitata. Si instaura così un circolo vizioso, che da una parte porta a essere sfiduciati nelle proprie capacità e dall’altra compromette la propria vita sociale. Chi ad esempio ha la fobia degli aghi e delle siringhe può rinunciare ai controlli medici; chi ha paura dei piccioni non attraversa le piazze, chi teme i cani, eviterà tutte le situazioni in cui saranno presenti, e così via.
Curare le fobie
Il mio approccio al trattamento delle fobie agisce su due livelli:
- a livello conscio, attraverso un’analisi critica degli stimoli fobici e delle reazioni che essi scatenano;
- a livello subconscio, aiutando la persona ad “avvicinarsi” gradualmente agli stimoli fobici, così da ridurre anche l’intensità della reazione a essi. Questo processo, detto di “desensibilizzazione”, si svolge in uno stato di rilassamento profondo, così da by-passare l’attenzione della persona e stimolare reazioni più funzionali e desiderabili.