
Le dipendenze sono le più frequenti tra le problematiche psicologiche emergenti. Non è così difficile capirne i motivi. La nostra società è sempre più strutturata in modo da favorire la dipendenza; la ricerca del piacere immediato, l’incapacità di posticipare la gratificazione in vista di un obiettivo più grande, il fatto che oggi le cose sono per lo più costruite per essere ricomprate una volta che si rompono, la promozione di un atteggiamento mordi e fuggi e, infine, la paura della noia, l’incapacità di sostare sulle cose col pensiero e il bisogno di agire impulsivamente, sempre e comunque. Pensando poi allo sviluppo esponenziale della tecnologia da una decina d’anni a questa parte, che sembra fatta apposta per evitarci la noia e ricercare continuamente il piacere immediato, il quadro appare più che esaustivo.
Queste dinamiche socio-culturali sfruttano un meccanismo biochimico fondamentale, quello dopaminergico, di cui ho già parlato in dipendenze e comportamenti disfunzionali. La dopamina, detto in breve, è quella sostanza che ci spinge alla ricerca di esperienze che sono per noi fonte di piacere e di gratificazione.
Quello che a noi interessa comprendere è che i meccanimi biochimici del nostro corpo tendono a ripetersi in maniera automatica quanto più sono stati stimolati e attivati in passato; una sorta di apprendimento, insomma, per cui ciò che si ripete spesso viene strutturato come abitudine dal nostro cervello. Questo non significa che siamo destinati ad essere “vittime” dei meccanismi dopaminergici che scattano automaticamente in noi. Quello che sto dicendo, è che non siamo vittime della dipendenza poiché la chimica del nostro cervello è subordinata a quello che in ogni momento scegliamo di fare e a quello che scegliamo di pensare. I nostri pensieri e le nostre scelte direzionano la chimica del nostro cervello.
Dire che la dipendenza è più forte di noi significa non solo ammettere la propria debolezza; talvolta può anche essere un modo per lasciarsi andare al piacere della dipendenza ed essere in pace con se stessi e con la propria coscienza adducendo come scusa il fatto che è più forte di noi.
Il messaggio che vorrei darti qui, è che se davvero vogliamo possiamo; possiamo veramente uscire dalla dipendenza, indipendentemente dal fatto che si tratti di dipendenza affettiva, da sostanze, da internet, da shopping o da qualsiasi altra cosa.
Se ti interessa risolvere il problema e stai cercando uno psicologo a Pistoia, allora potremo affrontarlo assieme.
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