
Quello di crisi esistenziale è un concetto abbastanza utilizzato ma poco chiaro quanto al suo significato. Questo perché rispetto ad esempio al concetto di ansia, che identifica un preciso quadro sintomatologico, quello di crisi esistenziale è un contenitore abbastanza generico che può essere riempito con tanti significati e con tante sfumature diverse e che può essere accompagnato da una gran varietà di manifestazioni clinico-sintomatologiche.
A livello generale, possiamo comunque dire che la crisi esistenziale crea un disagio psicofisico alla persona che la vive e nasce da una condizione di stallo che riguarda l’incertezza, l’insicurezza della persona in merito all’indirizzo da dare alla propria vita, alla strada da scegliere per il futuro; un vissuto, questo, spesso accompagnato anche da un rimorso/rimpianto per come sono andate le cose in passato. Potremmo anche definire la crisi esistenziale come un momento di bilancio e di tormentata decisione su se stessi e sulla vita. Un po’ come se la persona si sentisse intrappolata, ingabbiata nel dubbio e incapace di scegliere o decidere come andare avanti. I tratti di personalità tipici di chi attraversa la crisi esistenziale sono l’insicurezza, la tendenza al pensiero ossessivo e razionale e una sensazione d’incompiutezza e d’inquietudine che deriva dal fatto di non aver ancora capito chi siamo e cosa vogliamo.
La persona che attraversa la crisi può accusare ansia, palpitazioni, insonnia, problemi digestivi, mal di testa, senso di confusione e di “cappa sulla testa”, per citare solo alcune delle possibili manifestazioni psicofisiche. Inoltre, la crisi può manifestarsi in vari momenti e fasi della nostra vita e, fondamentalmente, ci segnala che è giunto il momento per cambiare qualcosa in noi stessi e nella nostra vita. Pur riguardando il senso generale della nostra vita, la crisi può interessare anche certi ambiti specifici, quali il lavoro, gli affetti e altre dimensioni personali che in momenti diversi della vita o di fronte a certi accadimenti possono acquistare una loro rilevanza.
In questo senso, vorrei proporti di iniziare a vedere la crisi come momento di stallo e di difficoltà necessario da attraversare per poter fare un passo in avanti verso una nuova direzione e verso nuove possibilità. Quel che voglio dire è che senza crisi non c’è evoluzione, non c’è cambiamento ma solo una linea piatta, che se da una parte ci sembra una cosa positiva, dall’altra ci fa andare avanti quasi per inerzia, senza farci mai interrogare su noi stessi e su dove stiamo andando.
La questione importante, allora, non è la crisi di per sé, quanto come noi la affrontiamo e la gestiamo; ovvero, il fatto che riusciamo a sfruttare a nostro vantaggio le opportunità di comprensione, di ridefinizione e trasformazione di sé che la crisi sempre ci offre.
Se finalmente ti sei deciso/a a superare la crisi che stai vivendo e cerchi uno psicologo a Pistoia che possa aiutarti, chiamami a parliamone assieme.
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