
In questo post parlo delle emozioni, dei sentimenti e di come possiamo imparare a gestire questi stati interiori per farne uno strumento di crescita e cambiamento personale.
Emozioni e sentimenti
Le emozioni sono degli stati psicofisiologici complessi, caratterizzati da una componente psicologica e da una fisiologica che si influenzano reciprocamente. Pur essendo determinate da eventi immateriali, da contenuti puramente mentali, le emozioni sono visibili a livello materiale. Il passaggio dalla mente al corpo è possibile grazie all’azione di mediatori biochimici, molecole che trasmettono le informazioni necessarie a produrre una specifica reazione fisiologica. Le emozioni sono intense ma relativamente brevi; un po’ come un fiammifero che brucia e si consuma velocemente. Inoltre, esse sono delle dotazioni innate, presenti fin dalla nascita – tant’è che anche i neonati sono in grado di riconoscere le emozioni di base sul volto della madre – e sono al servizio dell’adattamento e della sopravvivenza.
I sentimenti, al contrario, sono degli stati mentali meno appariscenti ma più duraturi e persistenti nel tempo. Essi sono il risultato di un processo di costruzione, di un percorso educativo che, nel migliore dei casi, dovrebbe fornirci gli strumenti per individuare e decodificare, a partire dalla complessità del nostro mondo interiore, quello che sentiamo, quello che proviamo, quei moti dell’anima che le varie situazioni suscitano in noi. Tant’è vero che in mancanza di una sana educazione affettiva, la persona non riuscirà a sviluppare il proprio sentire e non potrà utilizzarlo come guida per orientare la propria vita, il rapporto con se stessa e con gli altri.
Pensieri, immagini ed emozioni
Abbiamo detto che le emozioni sono provocate da contenuti mentali. Per contenuti mentali s’intendono i pensieri – di cui possiamo essere più o meno consapevoli – e le immagini mentali. Alcune di queste immagini sono inscritte nel nostro inconscio fin dalla nascita e servono a farci reagire istintivamente di fronte a situazioni potenzialmente pericolose per noi e per la nostra vita. Altre sono relative invece a esperienze che abbiamo vissuto e che sono state archiviate nel nostro inconscio sotto forma di tracce, che possono restare sopite e addormentate per un tempo indefinito per poi riemergere a galla improvvisamente e scatenare in noi una reazione emotiva della quale spesso non comprendiamo la causa. Responsabile di tale reazione emotiva è proprio il nostro inconscio, che rileva qualche tipo di affinità e somiglianza tra ciò che ha immagazzinato in memoria e lo stimolo che ora abbiamo di fronte.
Perché l’inconscio, all’improvviso, scatena delle emozioni così forti? A quale scopo? Fondamentalmente a scopo adattivo, ovvero per assicurarci la sopravvivenza – pensiamo alla paura che ci fa fuggire di fronte al pericolo – ma anche per offrirci un’opportunità di crescita personale. A patto che riusciamo a gestirle al meglio.
Gestire le emozioni
Gestire le emozioni implica 4 step fondamentali:
- primo, esserne consapevoli, ovvero accettarle e riconoscerle per quel che sono. Questo implica osservarsi, rendersi conto quali sono i pensieri che ci passano per la testa e cosa stiamo provando in questo preciso momento. Spesso invece, a causa dell’educazione ricevuta, per timore di metterci in cattiva luce con gli altri o di apparire deboli, nascondiamo le nostre emozioni anche a noi stessi, facendo finta che non esistano, specie quelle ritenute più brutte o sconvenienti, come la rabbia, la paura e la tristezza. Così facendo, tuttavia, non facciamo altro che rafforzarle poiché continuano ad agire in noi e a manifestare i loro effetti. Ciò di cui non siamo consapevoli, quindi, ci controlla; la consapevolezza, invece, ci libera e ci dà la possibilità di cambiare ciò che abbiamo osservato in noi;
- secondo, comprendere la causa dell’emozione che stiamo provando; ciò significa capire perché siamo arrabbiati, cos’è che ci fa tanta paura o ci rende così tristi, cercando di essere il più possibile onesti e sinceri con noi stessi;
- terzo, esprimere come ci sentiamo e perché ci sentiamo così, dicendocelo ad alta voce, in modo tale che ciò che abbiamo dentro possa fluire fuori da noi, all’esterno, senza abbassare il nostro livello energetico. Ogni emozione negativa non riconosciuta e non espressa va infatti ad alterare il nostro equilibrio energetico e ci rende più vulnerabili. Viceversa, buttar fuori verbalmente le emozioni negative ci rafforza e ci rende più consapevoli, stimolando in noi un processo di cambiamento e di crescita personale;
- quarto e ultimo, ri-sintonizzarci su pensieri, immagini e percezioni positive di sé che ci aiutino a ricreare dentro di noi uno stato emotivo positivo. Tutto questo ci consente di gestire le emozioni in maniera efficace, sfruttandone le potenzialità senza esserne vittime e subirne gli effetti negativi.
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