
Ho già parlato in un altro articolo dell’importanza di vivere nel presente, nel qui ed ora: in questo articolo approfondisco il concetto di “tempo” cercando di portarti a riflettere su un piano a primo impatto un po’ ostico, ma di grande importanza e utilità, soprattutto se sei interessato ad assumere una prospettiva diversa sulle cose e sulla tua vita e vuoi davvero iniziare un percorso di cambiamento e di crescita personale.
Cominciamo col dire che oggi, nel presente, gettiamo i semi del futuro. Quello che viviamo oggi, è a sua volta, il risultato di ciò che abbiamo seminato in passato. Niente è attribuibile al caso o al destino.
Scienza o misticismo?
Dalla nostra prospettiva quotidiana tendiamo a considerare il tempo in una prospettiva lineare, come se gli eventi si succedessero uno dopo l’altro, in sequenza, dandoci la percezione di movimento in avanti nello spazio e nel tempo. Tuttavia, questa percezione del tempo non è reale ma è determinata dall’impostazione stessa della nostra coscienza. Mi spiego meglio con un esempio. Immaginiamo un proiettore che, proprio come nelle vecchie sale cinematografiche, proietta un film sullo schermo, srotolando un fotogramma dopo l’altro dalla bobina. I fotogrammi, che di per se stessi sono immagini “ferme”, tutte diverse e separate le une dalle altre, quando sono proiettati sullo schermo in successione ci danno l’impressione del movimento e dello scorrere del tempo.
“Tempo è il nome che diamo al cambiamento delle cose. Ma non è il tempo che fa cambiare le cose.”
— Carlo Rovelli
Naturalmente si tratta solo di un’impressione, poiché quelli che noi percepiamo come una successione di eventi in movimento in realtà esistono tutti nello stesso momento come fotogrammi statici all’interno della bobina cinematografica. Passato, presente e futuro esistono in una successione lineare solo dal punto vista dello spettatore, o meglio della sua coscienza; dal punto di vista di chi proietta il film, visti da dentro la cabina del cinematografo (o per dirla in un altro modo, dalla prospettiva del nostro Sé superiore), tutti i fotogrammi esistono tutti assieme, e nello stesso momento, all’interno della bobina. Un altro esempio calzante è quello del cd: quando ascoltiamo la musica registrata nel nostro cd preferito la sentiamo una nota dopo l’altra in successione cronologica, ma nel cd le note sono co-presenti tutte allo stesso tempo; esistono come tracce tutte assieme nello stesso momento. E che forma hanno il cd e la bobina cinematografica? Circolare, proprio come da sempre i mistici e da più recentemente anche i fisici quantistici definiscono la dimensione del tempo. Quello che la nostra mente percepisce come scorrimento lineare – dei punti in successione uno dopo l’altro, da un “prima” a un “dopo” – è in realtà una dimensione circolare, dove passato, presente e futuro coesistono tutti in uno stesso momento, in stati sovrapposti o realtà parallele come direbbero i fisici. Del resto, sappiamo che in un cerchio non c’è un inizio e una fine, e nemmeno un prima o un dopo; solo un adesso. Come ho detto, e qui lo ripeto, non si tratta più di semplici speculazioni filosofiche o dei vagheggiamenti di qualche fanatico; oggi è l’evoluzione stessa della fisica a sostenere tali idee con il supporto di dati scientifici. Allargando la riflessione potremmo dire che la nostra percezione della realtà è estremamente limitata rispetto alla realtà stessa.
La domanda che vi farete, a questo punto è: se hai appena detto che il tempo è circolare e passato e futuro esistono entrambi nel presente, allora il futuro è predeterminato? Niente affatto. Per rispondere a questa domanda farò di nuovo appello alla fisica quantistica, che di primo acchito sembra confonderci ancor di più poiché afferma che esiste una versione ipotetica del nostro futuro, o meglio tante versioni diverse di tanti possibili futuri, pronte per essere “interpretate”: di queste, quella che si verificherà nella realtà dipende dalle scelte che facciamo nel presente. E non è tutto. La fisica ci dice che cambiando il presente stiamo cambiando anche il passato poiché è come se il nostro passato dovesse automaticamente riadattarsi alla versione di noi stessi che scegliamo di interpretare adesso, nel presente.
Cambiare il nostro passato
Questo aspetto è di fondamentale importanza, soprattutto ai fini terapeutici. Immaginiamo ad esempio una persona che in passato abbia subito un trauma. Attraverso la psicoterapia (e solitamente attraverso uno stato ipnotico di rilassamento profondo) questa persona può andare nel passato e liberarsi dall’esperienza traumatica vissuta; questo non significa che torna davvero indietro nel tempo o che l’esperienza traumatica viene cancellata come se non fosse mai esistita; ma che dal presente, in cui i trova adesso, la persona cambia la percezione del suo passato, lo riscrive, o meglio, lo sovrascrive, per renderlo coerente col presente. Sarebbe anche corretto dire che il passato si trasforma allineandosi a quello che sarebbe stato se la persona fosse sempre stata sempre quello che oggi sceglie di essere. Banalmente, se da oggi scelgo di cambiare me stesso e di vivere la mia vita nella serenità e nell’equilibrio sto automaticamente cambiando anche la percezione del mio passato, che da doloroso e traumatico diventa il passato di una persona serena ed equilibrata.
Il fatto che a prima vista tutto questo possa sembrarci assurdo dipende dalla percezione limitata della nostra mente, che è strutturata in modo tale da concepire le cose secondo una logica stringente di causa-effetto e di linearità degli eventi.
La mente separa ciò che è inseparabile
Ampliando la nostra prospettiva e spostandoci nel campo della fisica quantistica potremmo invece iniziare e renderci conto che la sostanza delle cose è di natura complessa e non sequenziale; principi come quello di indeterminazione, di non-località ed entanglement, ci dicono che gli aspetti della realtà sono tutti interconnessi tra loro e non collocabili nello spazio e nel tempo finché non siamo noi a “cristallizzarli”. La nostra coscienza è paragonabile a un “occhio di bue”, un faro che illumina una porzione circoscritta della realtà, la fotografa e la colloca sugli assi dello spazio e del tempo. In questo senso la nostra mente, parcellizzando la realtà in tante istantanee separate, ci permette di orientarci nella realtà stessa che altrimenti ci apparirebbe caotica, troppo complessa e ingestibile. In sostanza, la nostra mente frammenta e crea dualità laddove invece tutto è uno e interconnesso.
Questo discorso potrebbe portarci ancora molto lontano; tuttavia, a noi interessa solo iniziare a capire che quello che chiamiamo passato non è collocabile nel passato e non è immodificabile; anzi, agendo nel presente è davvero possibile liberarsi dai pesi emotivi del passato. Oppure, seguendo la stessa logica, possiamo anche decidere di costruire il futuro che desideriamo.
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