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Stefano FALCINI

PSICOLOGO e PSICOTERAPEUTA

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HOME | Condizionamenti, manipolazione e libertà personale

Condizionamenti, manipolazione e libertà personale

In questa pagina affronto il tema dei condizionamenti socioculturali e delle manipolazioni mentali che agiscono ogni giorno su di noi, spesso senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. La conseguenza è una limitazione sempre più importante della nostra libertà personale. Per questo è importante che impariamo a riconoscerli e a difendercene.

Contenuti:

  • I condizionamenti socioculturali
    • Come svincolarsi dai condizionamenti socioculturali
  • Manipolazione mentale: cos’è e come funziona
    • Dolore e manipolazione
    • La privazione
    • Manipolazione e ripetizione
    • Le emozioni e la manipolazione
  • Contrastare la manipolazione
  • Risorse
    • Pagine di riferimento
    • Approfondimenti tematici

I condizionamenti socioculturali

Una rana chiusa in una gabbia, metafora dei condizionamenti socioculturali di cui siamo prigionieri
I condizionamenti socioculturali: una gabbia in cui, senza saperlo, siamo cresciuti.

I condizionamenti socioculturali sono delle “regole” non scritte che prescrivono cosa dovremmo pensare, come dovremmo sentirci e come sarebbe giusto comportarsi in certe situazioni e rispetto a certe questioni. Potremmo anche immaginarli come delle lenti attraverso le quali filtriamo e vediamo la realtà: essi condizionano la nostra stessa percezione della realtà.

Le “regole” di cui parlo non sono dettate o imposte direttamente da qualcuno. Esse arrivano da lontano e sono il risultato di una lenta sedimentazione culturale per effetto della quale, nel tempo, sono diventate delle strutture portanti della nostra realtà, senza nemmeno che noi ne siamo consapevoli. In sostanza, la nostra mente prende per buono il contesto e le convinzioni in cui si trova a crescere, per effetto di un principio di adattamento e di economia delle risorse (sopravvivenza e minor dispendio possibile di energie). Il contesto in cui nasciamo e viviamo plasma la nostra visione del mondo. Per una persona che nasce dentro una gabbia con una catena al collo sarà perfettamente normale trovarsi in quella situazione e non farà nulla per liberarsene, almeno finché qualcuno non glielo fa notare e gli propone una visione diversa della realtà.

Dal punto di vista psicologico, le implicazioni del condizionamento mentale sono notevoli e legate soprattutto al far sì che le persone si conformino a una rappresentazione della realtà che finisce per essere angusta, limitante e poi soffocante per la propria espressione personale. L’esempio secondo me più chiaro di come i condizionamenti socioculturali agiscano su di noi e di come siano radicati nella nostra storia e nella nostra cultura è rappresentato dalla religione.

Come svincolarsi dai condizionamenti socioculturali

Catene arrugginite spezzate metafora della liberazione dai condizionamenti socioculturali che ci opprimono
La consapevolezza è il primo passo per liberarsi dai condizionamenti socioculturali

Il principale potere che i condizionamenti socioculturali hanno su di noi è rappresentato dal fatto che sfuggono alla nostra stessa consapevolezza. Iniziare ad accettare il fatto di essere tutti condizionati è il primo passo verso la libertà. Il passo successivo è quello di cominciare a mettere in discussione i propri modi di pensare e di interpretare la realtà, ma soprattutto, la veridicità assoluta di tutto quello che ci viene detto, per lo più dai mezzi d’informazione. Terzo, visto che i condizionamenti sono progettati per tenere le persone sottomesse e schiave di un sistema che le vorrebbe al suo servizio, è importante cercare di emanciparsi dalle maglie di questa trappola, provando a liberarsi dalle zavorre che ci portiamo dietro e ci procurano sofferenza. Sto dicendo di capire chi siamo veramente e che la nostra natura è di essere entità libere che hanno il potere di influenzare la loro vita e la loro salute nella direzione che desiderano; e che l’unico ostacolo a questa possibilità è la paura e la mancanza di fiducia in se stessi.

Manipolazione mentale: cos’è e come funziona

Manipolazione mentale – volgarmente più conosciuta come “lavaggio del cervello” – è il potere di indirizzare il funzionamento e i contenuti mentali di una o più persone nella direzione da me desiderata facendo sì che la persona creda di aver deciso lei l’indirizzo da dare ai suoi pensieri e al suo comportamento. La manipolazione quindi è intrinsecamente connessa ai condizionamenti; o meglio, i condizionamenti sono dimensioni “strutturali” del contesto socio-relazionale in cui viviamo e quindi funzionano anche senza bisogno di un intervento esterno; la manipolazione è invece una modalità più o meno intenzionale (si può manipolare anche senza rendersene conto) che è agita da una persona nei confronti di un’altra persona o di un gruppo di persone; e che non necessariamente fa riferimento a qualche tipo di condizionamento socioculturale preesistente.

Alcuni ritengono che ci sia anche un particolare tipo di manipolazione psicologica “a fin di bene”, che utilizza gli strumenti della manipolazione per stimolare reazioni positive o proteggere le persone da certe conseguenze negative. Definirei questa forma positiva persuasione e riserverei il termine manipolazione mentale a quelle forme manipolatorie che sono a danno della persona.

La manipolazione mentale agisce sfruttando alcune “leve”, che fondamentalmente sono: il dolore, la privazione, la somministrazione di droghe e allucinogeni, la ridondanza o ripetizione e le reazioni emotive.

Ma come funziona il meccanismo manipolatorio? La sollecitazione emotiva, la somministrazione di stimoli dolorosi, la ripetizione di stimoli uditivi, visivi, o la privazione di stimoli di varia natura vanno, ognuno a suo modo e con livelli diversi di profondità, ad aprire un canale di comunicazione diretto col nostro inconscio, mettendoci in una condizione di fragilità e di subalternità e rendendoci più suscettibili e impressionabili dai messaggi manipolatori che ci giungono dall’esterno.

Dolore e manipolazione

Illustrazione della gabbia di Skinner, utilizzata per gli esperimenti sul condizionamento operante fatti con i topolini
“Gabbia di Skinner”: il condiizionamento operante per premi e punizioni.

L’utilizzo del dolore per modellare il comportamento è una tecnica ampiamente collaudata in ambito militare per indirizzare il comportamento delle persone nella direzione desiderata (dal farle andare incontro al fuoco nemico fino ad azioni estreme come farsi saltare in aria con una bomba addosso).

Il dolore può essere somministrato con scosse elettriche o altri strumenti di coercizione, secondo una modalità ben collaudata negli esperimenti sul condizionamento operante condotti a partire dagli anni ’40 nelle Università americane.

In questi esperiementi si utilizzava una gabbia metallica, la cosiddetta “gabbia di Skinner”, che prende il nome dall’inventore di questa metodologia sperimentale. All’interno venivamo messi dei topolini che erano premiati con del cibo quando emettevano la risposta desiderata e puniti o privati della ricompensa quando rispondevano in maniera “sbagliata”. Anche la cessazione di uno stimolo negativo aumentava la produzione della risposta desiderata. Gli stimoli utilizzati erano, oltre alle scosse elettriche, stimoli luminosi e acustici.

La privazione (o la sovrastimolazione)

La manipolazione agisce anche per “sottrazione”. La privazione del sonno, degli stimoli sensoriali o del cibo serve a fiaccare la resistenza psicologica. A questa si può affiancare la somministrazione forzata di stimoli fisici (luci, suoni) continui e molto intensi e disturbanti; o la somministrazione di sostanze a fini allucinogeni, sedativi o stimolanti. Tutto questo per destabilizzare completamente la persona e la sua percezione della realtà.

Manipolazione e ripetizione

Schema illustrativo del condizionamento classico di Pavlov con cane e campanella
Le fasi del condizionamento classico: come la ripetizione trasforma uno stimolo neutro in uno stimolo capace di stimolare una risposta condizionata.

Anche ripetere alla persona una stressa frase, meglio se denigratoria e svilente della sua dignità è una tecnica manipolatoria molto usata. Questo approccio si basa sul convincimento forzato, per cui se gli viene ripetuta continuamente una certa cosa la persona finisce per crederci davvero (vedi cosa succede nell’educazione dei bambini, che assorbono tutto quello che gli viene detto).

Ma si può anche manipolare la persona costringendola a ripetere in maniera ossessiva certi tipi di attività, come guardare scene violente in video, guardare altre persone mentre sono torturate o uccise, attraverso video di situazioni reali o simulate (es. videogiochi). Attraverso queste tecniche si può creare una sorta di effetto abituazione alla violenza che rende la persona insensibile alla sofferenza altrui, condizionandola ad essere a sua volta violenta nei confronti degli altri.

Le emozioni e la manipolazione

L’utilizzo delle emozioni come strumento di manipolazione mentale è quello che ci riguarda più da vicino. Naturalmente parliamo di emozioni come senso di colpa, rabbia, paura. Perché proprio queste emozioni? Perché attivano una reazione psicofisica molto intensa, creando un cortocircuito nella nostra mente e mettendo temporaneamente in stand-by la nostra funzione critica, spingendoci ad agire in maniera impulsiva e irrazionale. Nel caso del senso di colpa, ad esempio, tenderemo a far di tutto per assecondare il manipolatore e poterci così discolpare ai suoi, ma soprattutto, ai nostri occhi. È così che alimentiamo la nostra stessa trappola manipolatoria.

Contrastare la manipolazione

Se la manipolazione ci viene imposta con la forza e con strumenti cruenti non possiamo fare niente per opporci; possiamo però contrastare la manipolazione quando questa utilizza le emozioni, come ad esempio accade nelle relazioni affettive. In questo caso, infatti, siamo noi che diamo il consenso affinché la manipolazione abbia effetto. Non c’è manipolazione senza un manipolatore e senza qualcun altro che si fa manipolare.

Come difendersi dalla manipolazione mentale:

Illustrazione di un cervello umano incatenato da un lucchetto, mentre una mano porge una chiave per aprirlo
Siamo noi che diamo il permesso di essere manipolati! Attraverso la consapevolezza possiamo impedire al manipolatore di controllare la nostra mente. Quindi, cambiamo la serratura del lucchetto!
  • imparare a comprendere le dinamiche manipolatorie. Senza consapevolezza siamo destinati a rimanere vittime della manipolazione. Comprendere le dinamiche in gioco è il primo passo per uscire dalla manipolazione. Cosa sta accadendo? Perché permetto che accada? Voglio continuare a sentirmi intrappolato nella situazione o voglio liberarmi da questa prigione. Perché il manipolatore non potrà mai manipolarci senza il nostro consenso;
  • imparare a gestire le nostre emozioni. Il manipolatore, infatti, suscita in noi delle emozioni negative attraverso le quali può esercitare un controllo su di noi e sul nostro comportamento; facendoci sentire in colpa, ad esempio, può ottenere da noi quello che desidera. Ma anche la rabbia, la paura e il senso d’inadeguatezza sono emozioni potentissime che ci fanno cadere nella trappola manipolatoria;
  • rafforzare se stessi e la propria autostima. Il fatto che ci lasciamo andare al senso di colpa, alla paura o al senso d’inferiorità e d’inadeguatezza denota che non ci riconosciamo il giusto valore e ci screditiamo come persone. Solo recuperando fiducia in noi stessi e imparando ad accettarci e a valorizzarci possiamo affrancarci definitivamente dalle dinamiche manipolatorie.

Ti senti bloccato dal passato e dai condizionamenti? Vorresti liberartene?

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📚 Risorse e Approfondimenti

Pagine di Riferimento

Realtà o rappresentazione? – Come vengono condizionati il comportamento e la percezione della realtà.

La trappola per topi – Un’analisi sul condizionamento comportamentale attraverso stimoli dolorosi.

Manipolazione e ricatti affettivi – Come funzionano queste dinamiche all’interno delle relazioni.

Articoli e approfondimenti

Libertà e Condizionamento: scopri come funzionano i condizionamenti socioculturali e perché accettiamo limiti alle libertà personali. Leggi anche come svincolarti in La mistificazione della libertà.

Dinamiche Manipolatorie: abbiamo le fette di prosciutto sugli occhi? Un’analisi sulla responsabilità e su come non cadere nella trappola attraverso la gestione delle emozioni e del coinvolgimento emotivo.

Casi Concreti: esempi di uniformità alla massa e rappresentazione sociale della realtà attraverso le analisi sull’utero in affitto e sul caso Ferragni.

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Via Eugenio Montale, 131
51100 PISTOIA

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