
Spesso le persone si lamentano della loro vita e attribuiscono la colpa di ciò che gli accade al destino avverso. In questo modo finiscono con l’assumere un atteggiamento totalmente passivo e remissivo che le porta a considerare inutile qualsiasi sforzo per provare a cambiare se stesse e le proprie circostanze.
Ma cos’è il destino? È vero che ci condiziona così tanto? Possiamo cambiare il nostro destino? Ovvero, ciò che accade è scritto e immutabile o possiamo in qualche modo cambiare le circostanze e dirigere la nostra vita nella direzione desiderata?
Cominciamo col dire che il destino non è quello che ci accade; è l’obiettivo specifico della nostra vita, la nostra vocazione, ciò che sarebbe giusto per noi e per l’espressione di tutte le nostre capacità. In sintesi, ciò che siamo destinati a essere. Secondo J. Hillman ognuno nasce con un’immagine innata che lo definisce, una forma unica e irripetibile, il daimon, che chiede di essere realizzata per portare felicità ed equilibrio nella nostra vita: il daimon, quindi, come voce interiore che ci guida alla realizzazione di sé e al compimento del proprio destino. C. Rogers parla invece di tendenza attualizzante, come forza innata che ci spinge a realizzare le proprie potenzialità; in sintesi, a diventare tutto ciò che possiamo essere.
La vita come viaggio
Alla luce di quanto appena detto, il destino può essere definito come il tema che abbiamo deciso di sviluppare in questa vita, un obiettivo tracciato in noi fin dalla nascita che noi stessi abbiamo scelto prima di arrivare qui sulla Terra. Tale scelta è stata fatta in base a ciò che volevamo esprimere e manifestare.
Purtroppo, nel corso della nostra vita, accade spesso che ci dimentichiamo del destino che abbiamo scelto per noi stessi e ci troviamo smarriti, confusi e disorientati, in dubbio sulla strada da seguire e impauriti dagli eventi e dagli ostacoli che incontriamo. Per questo è molto importante che proviamo a dare un senso a quello che ci accade. Le cose non accadono mai per caso; tutto ciò che accade ha un senso, che sta a noi decifrare o scoprire, andando al di là delle apparenze e delle letture più superficiali che spesso tendiamo a dargli. Immaginiamo ad esempio, che mentre viviamo tranquillamente la nostra vita incontriamo un problema inatteso, un ostacolo che ci blocca la strada, o incappiamo in un incidente di percorso. Indipendentemente dal fatto che si tratti di qualcosa di concreto o di simbolico, quel che accade vuole dirci qualcosa, darci un’indicazione, mostrarci un indizio utile ai fini del nostro viaggio. Magari vuole attirare la nostra attenzione su qualche aspetto della nostra vita che non abbiamo mai considerato abbastanza, mostrarci una strada che non avevamo visto o non abbiamo mai voluto vedere, avvisarci che stiamo viaggiando fuori dai binari del nostro “destino” o ancora mettere alla prova la nostra motivazione a proseguire sulla nostra strada.
Spesso invece, presi nell’ingranaggio della quotidianità, non ci soffermiamo abbastanza su quel che ci accade e preferiamo chiamare in causa la sfortuna, il caso, finendo spesso per attribuircene la colpa o dicendoci che “se è successo, era destino che dovesse succedere”. In entrambi i casi, scelte pessime: nel caso dell’auto-colpevolizzazione, infatti, finiamo per sentirci sbagliati e incapaci di gestire la nostra vita, minando la fiducia in noi stessi e sviluppando un atteggiamento di chiusura che ci inibisce e ci impedisce di muoverci verso la nostra auto realizzazione personale; nel caso del fatalismo, finiamo per pensare di essere in balia degli eventi e delle tempeste della vita senza alcuna possibilità di intervenire o indirizzare in alcun modo le nostre circostanze.
Quindi, per non cadere in queste dinamiche autodistruttive dobbiamo imparare a “leggere” e dare un senso a quello che ci accade osservandolo da una prospettiva diversa, che ci aiuti a metterlo in relazione col nostro destino. Perché è successa questa cosa? Cosa mi vuole comunicare? Qual è il messaggio che dovrei capire? In che relazione sta quello che è successo col mio percorso di vita e con quello che sto facendo della mia vita? Perché il destino, ricordiamolo, non è quello che ci accade ma è la meta che dovremmo raggiungere per manifestare ed esprimere appieno il nostro daimon (per realizzare pienamente noi stessi).
Il destino come scelta
Riepilogando: esiste un destino? Sì. Il destino è prestabilito? Sì. Cos’è il destino? È l’obiettivo che dovremmo raggiungere e manifestare per esprimere appieno il nostro daimon (per realizzare pienamente noi stessi). Detto questo, esiste anche la nostra libertà di scelta, il nostro libero arbitrio, che in ogni momento ci consente di scegliere e decidere se e come seguire il nostro destino. Possiamo decidere di rispettare o meno l’impegno che ci siamo presi con noi stessi e possiamo anche scegliere il modo e il mezzo con cui vogliamo raggiungere quell’obiettivo. Quindi, possiamo pensare al nostro destino come una meta da raggiungere, l’obiettivo principale della nostra vita; ma siamo noi che con le nostre scelte costruiamo attivamente, passo dopo passo, la strada che ci conduce verso quell’obiettivo.
A conti fatti, quindi, siamo noi che con ogni nostra azione, in ogni momento costruiamo il nostro destino realizzando concretamente, passo dopo passo, quello che esiste da sempre solo in forma di progetto e d’intenzione; siamo noi che influenziamo lo svolgersi della nostra vita, allineandola o allontanandola dal compimento di quello che dovrebbe essere il nostro “destino” di vita. Parafrasando il pensiero di Aristotele, ogni nostro pensiero condiziona il nostro agire, il nostro comportamento; ripetere un certo comportamento crea un’abitudine e l’abitudine struttura il nostro carattere che, a sua volta, segna e indirizza il nostro destino.
Siamo davvero gli artefici del nostro destino? Se desideri esplorare quanto incida la nostra volontà nella costruzione del destino, ho raccolto per te una serie di approfondimenti. Si tratta di riflessioni indipendenti, ma profondamente connesse, che analizzano come possiamo influenzare attivamente ciò che ci accade:
“L’unica persona che sei destinato a diventare è la persona che hai deciso di essere.”
– Ralph Waldo Emerson
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