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Stefano FALCINI

PSICOLOGO e PSICOTERAPEUTA

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Educare i figli: una guida per i genitori

25 Ottobre 2017 by Stefano Falcini Lascia un commento

educare i figli alla responsabilità

In questa pagina parlo dell’educazione dei figli, soffermandomi su alcuni aspetti fondamentali di che ci possono aiutare in questo compito. Per ulteriori approfondimenti su questo tema vedi anche il video sull’ educazione dei figli.

Stiamo vivendo un momento difficile per quel che riguarda l’educazione dei figli. I genitori stanno perdendo sempre più la loro capacità di essere riferimento e guida per la crescita affettiva dei figli e, d’altra parte, i figli sentono sempre meno il legame d’attaccamento coi genitori.

Per questo si orientano sempre più spesso all’esterno, verso i coetanei, per cercare risposte e soddisfazione ai loro bisogni emotivi, con tutti i rischi e le conseguenze negative che può comportare. Stiamo cioè assistendo a un rovesciamento dell’ordine naturale delle cose.

Contenuti:

  • Attaccamento e imprinting
  • Educare i figli attraverso una relazione facilitante
  • Educazione e accettazione
  • L’importanza dei limiti
    • Interiorizzazione e autoregolazione

Attaccamento e imprinting

In natura è previsto che i piccoli di ogni specie abbiano bisogno, per la loro crescita, di stabilire un legame d’attaccamento e di dipendenza con una figura adulta, che possa non solo accudirli e offrirgli il sostentamento materiale di cui hanno bisogno ma anche fungere da base sicura e da bussola di riferimento per orientarsi nella realtà, fin quando non saranno in grado di farlo autonomamente.

Oggi questo legame sembra sempre più fragile, nonostante il bisogno d’attaccamento che ne è alla base sia rimasto immutato. Al di là del soddisfare i bisogni fondamentali d’accudimento e di sostentamento materiale, i genitori, infatti, fanno fatica a essere percepiti dai figli come le figure in grado di soddisfare anche i loro bisogni di tipo emotivo che, peraltro, in uno scenario così desolante come quello attuale, hanno un peso determinante.
Rivolgendosi altrove per soddisfare i loro bisogni emotivi i figli finiscono così con l’allontanarsi ancora di più da quelle figure – i genitori – di cui oggi avrebbero invece più bisogno che mai.
In uno scenario come questo la cosa più importante che come genitori possiamo e dobbiamo provare a fare è riappropriarci del ruolo educativo che ci spetta, tornando a influenzare positivamente la crescita e lo sviluppo dei nostri figli. Questo dipende, oggi più che mai, dalla qualità della relazione che riusciamo a costruire con loro e dalla comprensione delle dinamiche comunicative che animano il nostro rapporto con loro.
A tale scopo, qui di seguito riporto alcuni concetti di base che possono aiutarci a costruire coi nostri figli una relazione di fiducia e di rispetto reciproco pur preservando la nostra autorevolezza e il nostro ruolo genitoriale.

Educare i figli attraverso una relazione facilitante

I figli vengono in questo mondo attraverso di noi ma non sono davvero nostri, nel senso della proprietà; appartengono alla vita e a se stessi. Il nostro compito come genitori è appunto quello di educarli e indirizzarli sulla loro strada, mettendoli nella condizione di camminare con le loro proprie gambe.
Si tratta, cioè, di accompagnarli e sostenerli nel loro percorso di crescita, affinché possano arrivare a esprimere e manifestare al meglio se stessi, le loro capacità e potenzialità, realizzando il loro progetto di vita.
Ogni persona, infatti, ha in sé una spinta evolutiva innata verso l’accrescimento e la maturazione del proprio essere; un po’ come il seme contiene in sé la potenzialità di diventare una pianta. Se tale tendenza non è ostacolata nel suo divenire ma anzi, facilitata, coltivata, educata e adeguatamente nutrita, la persona può esprimere e manifestare il meglio di sé. Vedere le cose da questa prospettiva ci aiuta anche a prendere le distanze da atteggiamenti possessivi e proiettivi che ci fanno considerare i figli come una nostra proprietà, una nostra appendice, investendoli, spesso, del peso di dover vivere secondo dei nostri modelli di riferimento, o di incarnare i nostri desideri, le nostre aspirazioni non realizzate.

Educazione e accettazione

Un altro aspetto fondamentale per educare i figli è quello della comprensione dei loro bisogni emotivi.
Riuscire ad ascoltare i figli, dare riconoscimento e parole alle loro emozioni, qualunque esse siano, è infatti molto importante per la loro crescita affettiva e lo sviluppo dell’autostima. Un bambino che si sente accettato in tutte le sue manifestazioni emotive impara, infatti, a fidarsi di se stesso e di ciò che prova, senza bisogno di dover rinnegare parti di sé e della sua propria esperienza. Questo favorisce la consapevolezza di sé e permette al bambino di essere sincero con se stesso e con gli altri. In tal modo, inoltre, i genitori potranno essere percepiti dai figli come degli alleati, delle persone su cui poter contare nei momenti di bisogno e di difficoltà.

L’importanza dei limiti

Comprendere e accettare le emozioni dei figli non significa, ovviamente, accettare qualsiasi comportamento. Per crescere e maturare i figli hanno bisogno di ricevere dall’esterno dei limiti al loro comportamento, cominciando a rendersi conto degli effetti che questo potrebbe avere sugli altri. Solo così possono capire i confini entro i quali muoversi, per poi interiorizzarli e farli diventare delle proprie regole di condotta.

Interiorizzazione e autoregolazione

Questo processo d’interiorizzazione avviene automaticamente nel bambino molto piccolo, il quale tende ad assorbire le direttive dei genitori e conformarsi alle loro richieste spinto dal bisogno innato di ricevere da loro nutrimento e gratificazione affettiva.
Via via che i figli crescono, la capacità d’interiorizzare i limiti e le regole di condotta dipende invece dalla qualità della relazione che, come genitori, riusciamo a costruire con loro. Solo nell’ambito di una relazione percepita come significativa, sincera e stimolante i figli saranno disposti a interiorizzare le direttive e i valori trasmessi loro dai genitori.
Sarebbe sbagliato, infatti, educare i figli facendoli sentire in colpa o minacciandoli con la perdita del nostro affetto: l’unico risultato sarebbe quello di minare la loro autostima e farli allontanare da noi. Così come sarebbe sbagliato adottare stili relazionali basati sulla punizione e sulla ricompensa, che possono dare risultati positivi solo sul comportamento e solo nel breve termine.

Il genitore come modello di riferimento

Educare i figli alla responsabilità richiede impegno, attenzione, disponibilità emotiva e, soprattutto, capacità di osservarsi e mettersi in discussione.
I figli, infatti, hanno bisogno di una guida e di un riferimento per orientarsi nella realtà e capire come devono comportarsi; un po’ come delle spugne, che assorbono tutto ciò che vedono attorno a loro. L’esempio che riusciamo a dare è quindi più importante di mille parole; esso si imprime nella mente del bambino e si ripropone automaticamente nel suo comportamento e nel suo atteggiamento verso la vita.
Determinante, quindi, è la nostra crescita personale. Se ci impegniamo a essere persone sempre migliori ed equilibrate questo si rifletterà positivamente sulla nostra capacità di essere genitori e sulla crescita emotiva dei nostri figli.

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