
Se mi chiedessero quali sono le problematiche più frequenti che oggi osservo nella mia pratica clinica ne elencherei due: in primis, l’ansia e al secondo posto i conflitti e le problematiche di coppia. Per problematiche di coppia intendo tutte quelle dinamiche interpersonali che derivano da problematiche personali irrisolte perché mai affrontate dai singoli partners. Quando si parla di problemi relativi alla coppia non stiamo parlando di una vera è propria problematica a se stante; la coppia che non funziona è quella in cui si riflettono le problematiche individuali dei singoli partners. Dico partners perché ognuno fa la sua parte; detto in maniera brutale, per uno che fa, c’è sempre qualcun altro che si fa fare. In termini tecnici si chiama “collusione”; se all’interno della coppia io proietto alcune mie problematiche personali, nasce un vero conflitto solo se anche l’altro ci mette del suo e reagisce in una maniera che va a “far detonare” questo potenziale esplosivo.
In questo senso i problemi di coppia ci sono sempre stati; solo che in passato erano gestiti in maniera dversa, magari taciuti in funzione del quieto vivere, dei figli come bene supremo da tutelare, della paura del giudizio altrui e certamente, della minor consapevolezza delle persone. Non che oggi navighiamo in acque migliori, poiché a una maggior consapevolezza delle persone fa da contraltare una certa tendenza a pensare di risolvere tutto sciogliendo la coppia, quando invece si fa ancora fatica a mettersi in discussione individualmente e capire che finita una coppia c’è il rischio di crearne un’altra dove le mie problematiche personali si ripresentano in maniera identica. In sostanza, oggi si scappa dalla coppia con maggior facilità di un tempo, senza però aver compreso che non possiamo scappare da noi stessi.
Il vero problema che abbiamo è quello di continuare a pensare alla coppia come a un nucleo autonomo, un nuovo soggetto che diventa qualcos’altro rispetto alle singole individualità. Da questo fraintendimento nasce l’idea che ci siano dei problemi di coppia che possono essere risolti solo in coppia, quando invece la mia esperienza – ovviamente parlo della maggioranza ma non della totalità dei casi, essendo che in talune situazioni esistono effettivamente dei meccanismi di interazione e comunicazione che possono essere regolati per assicurare un miglior funzionamento alla coppia – mi porta a concludere che esistono i propri problemi personali che si riflettono nella coppia e con la complicità dell’altra persona danno vita a dinamiche potenzialmente distruttive per la coppia stessa.
La questione importante, quindi, è iniziare a assumere una prospettiva diversa sulla coppia, come un insieme fatto da due persone distinte e separate, e che molte delle problematiche nascono proprio da questa aspettativa di fusione totale e di perdita di se stesso nell’altro (o dell’altro in se stessi). Solo così potremo cominciare a prenderci la responsabilità di noi stessi e se c’è un problema di coppia, guardare prima dentro di sé e domandarsi: cosa dovrei cambiare di me stesso per cambiare anche la dinamica di coppia?
Se anche tu vorresti dare risposta a questa domanda o stai cercando uno psicologo a Pistoia per una problematica che riguarda la tua coppia, chiama a parliamone assieme.
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