Quando possiamo definire “disturbato” il nostro umore? Non quando è basso, e nemmeno quando è alto; più semplicemente, siamo in presenza di un disturbo dell’umore quando vengono meno l’equilibrio e l'”elasticità”, ovvero quando il nostro umore perde la capacità di reagire in maniera equilibrata alle sollecitazioni esterne

Il problema
Quante volte ti sei sentito triste, scarico, giù di corda, demoralizzato; non avevi voglia di vedere nessuno e ti sembrava che non avessero più senso nemmeno le solite attività quotidiane.
Questi momenti possono capitare; l’importante è comprendere il perché di queste fasi “di stanca”, senza lasciarsi scivolare nella depressione più profonda. Spesso, infatti, sono momenti di “raccoglimento in se stessi”, che sanciscono la conclusione di una certa fase della nostra vita e ci servono a recuperare forze e energie in previsione di una ripartenza futura; sono momenti di stacco che ci permettono di ridefinire noi stessi e i nostri obiettivi, per riaprire un altro capitolo della nostra vita.
La soluzione
In quei momenti si fa la differenza: puoi scegliere di lasciarti sprofondare sempre di più nel baratro della depressione e dell’autocommiserazione, facendoti imbriglare dai pensieri negativi su te stesso e sulla vita; oppure, puoi scegliere di dare un senso a quello che sta accadendo e comprendere perché sta accadendo. In questo caso non devi vergognarti di chiedere aiuto a un professionista; anzi, chiedere aiuto è una dimostrazione di forza e di determinazione nel voler uscire da questa condizione di stallo e tornare ad essere ancora più forte di prima
Come affrontare al meglio una fase di calo dell’umore?
- essere consapevole delle sensazioni che provi e di come ti senti
- provare ad analizzare i motivi, interiori ed esteriori, che potrebbero essere all’origine di questa fase di “stanca”
- accettare di sentirtii “giù di corda”, senza giudicarti e senza infierire su te stesso con colpevolizzazioni e svalutazioni
- provare a capire cosa dovresti cambiare, dentro di te o nella tua vita per uscire da questa fase
- provare ad automonitorarti per verificare se la situazione si evolve in senso positivo o c’è invece un’involuzione che ti porta ancora più in basso
- chiedere riscontro anche a persone care e a te vicine, per capire come ti vedono e che idea si sono fatte della situazione
- se necessario un supporto, chiedi aiuto a un professionista
Sapevate che…
Circa il 30% delle persone in visita da un medico afferma di sentirsi depresso, ma meno del 10% soffre di depressione grave. Circa il 4% della popolazione statunitense soffre di un disturbo bipolare. Si ritiene che circa il 15% della popolazione soffra del cosiddetto Winter Blues (depressione invernale), una lieve forma di disturbo dell’umore che si manifesta d’inverno a causa della mancanza di luce solare
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Domande frequenti (Faq)
La depressione si eredita su base genetica?
Le ultime ricerche nel campo dell’epigenetica dimostrano che, contrariamente a quello che molti sostenevano o continuano a sostenere, non ci sono i geni della depressione. La verità è che si “impara” ad essere depressi; attraverso il contatto, in famiglia, con persone depresse, assorbiamo, quasi per osmosi, atteggiamenti e modi di pensare che sono tipici della depressione.
La depressione si cura solo con gli psicofarmaci?
Le ricerche dello psicologo Irving Kirsch hanno messo in evidenza, ormai più di vent’anni fa, che gli antidepressivi non sono più efficaci di un semplice placebo e che la psicoterapia produce effetti migliori dei farmaci sui sintomi della depressione. Nonostante tali evidenze gli psicofarmaci antidepressivi continuano ad essere utilizzati come trattamento d’elezione per la depressione; per analizzare i motivi di questa contraddizione, ti consiglio di leggere i miei articoli Depressione e antidepressivi: alla ricerca della verità – parte 1ª e Depressione e antidepressivi: alla ricerca della verità – parte 2ª
Quanto tempo serve per guarire dalla depressione?
I tempi di recupero dalla depressione dipendono da tre fattori fondamentali: primo, il riuscire ad attivare o meglio riattivare nel paziente – che spesso in caso di depressione si mostra totalmente apatico e privo di qualsiasi desiderio di guarigione – una motivazione interiore alla cura e alla guarigione. In secondo luogo dall’entità del problema depressivo; terzo, dal tipo di approccio psicoterapeutico, che deve lavorare sia sul piano emotivo del disagio che sugli aspetti di ristrutturazione cognitiva. Tendenzialmente, si possono ottenere buoni risultati con un trattamento psicoterapeutico di 5/6 mesi.
Tuttavia, ogni situazione ha le sue specificità. Se senti che la depressione sta bloccando la tua vita, fai il primo passo e contattami per un colloquio conoscitivo.
Si può guarire dal disturbo bipolare?
Più che di guarigione intesa come scomparsa magica del disturbo, oggi preferiamo parlare di piena stabilizzazione e di ritorno a una qualità di vita eccellente. Il disturbo bipolare, oggi statisticamente abbastanza frequente, si manifesta come uno squilibrio dell’umore, che alterna stati d’eccitazione e d’euforia eccessiva e immotivata, a crolli depressivi molto profondi.
Sebbene la terapia farmacologica sia spesso un pilastro fondamentale per stabilizzare le fasi acute, il trattamento psicoterapeutico è necessario per “ricucire” aspetti così diversi e apparentemente inconciliabili nella stessa persona, andando a comprendere quali sono i vissuti e i pensieri che fanno virare l’umore del paziente senza che nemmeno lui spesso ne sia consapevole o lo desideri. Si tratta cioè di andare a “ricucire” uno strappo nel mondo interiore del paziente e re-imparare a leggere quello che gli accade come la conseguenza di moti interiori, pensieri ed emozioni di cui spesso non è minimamente consapevole.