Siamo in presenza di un disturbo di personalità quando le problematiche della persona compromettono il suo funzionamento sociale e lavorativo, innescando uno stato di forte sofferenza interiore che la trasforma in una “bomba a orologeria”, pronta a esplodere da un momento all’altro.

Il problema
Ti hanno diagnosticato un disturbo di personalità e non capisci bene cosa significa? Detto semplicemente, significa che il tuo modo di pensare, di sentire e di reagire ti procura molta sofferenza interiore e compromette anche le tue relazioni con gli altri e la tua sfera socio-lavorativa
La soluzione
È molto importante iniziare a renderti conto che il problema non sono gli altri o il mondo esterno ma le tue convinzioni e le tue aspettative su come gli altri dovrebbero essere e dovrebbero comportarsi con te. Un altro aspetto importante è prendere coscienza del legame tra i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi comportamenti disfunzionali, così da imparare a gestire la tua impulsività. Per completare il quadro terapeutico dovresti iniziare a osservare anche quello che pensi di te stesso, perché nel disturbo di personalità sono spesso presenti sentimenti di auto-svalutazione, d’inadeguatezza e di colpa
I “nodi” interiori del disturbo di personalità
- instabilità e scarsa definizione dell’identità. La persona con disturbo della personalità non ha un’immagine definita e stabile di sé. Ad esempio, può alternativamente vedersi come una persona crudele o gentile. Oppure, può avere dei valori e comportarsi in modo incoerente con tali valori; può essere profondamente religioso quando si trova in chiesa, ma irriverente e irrispettoso altrove. L’autostima può passare dall’essere irrealisticamente alta o bassa.
- difficoltà interpersonali: il soggetto affetto da disturbo della personalità ha problemi a stringere rapporti stabili e intimi con altri. Può essere insensibile verso gli altri o emotivamente distaccato, oppure mancare di empatia.
- difficoltà nel controllo degli impulsi (discontrollo degli impulsi), ovvero l’incapacità di resistere a un impulso, a un desiderio impellente, o alla tentazione di compiere un’azione pericolosa per sé o per gli altri
- disregolazione emotiva, intesa come incapacità a riconoscere, gestire e modulare le proprie reazioni emotive, vissute spesso in modo esagerato, inappropriato e teatrale.
Ti hanno diagnosticato un disturbo di personalità e stai cercando uno psicoterapeuta che possa aiutarti?
Sapevate che…
Il soggetto affetto da disturbo della personalità spesso non è davvero motivato a cambiare: infatti, non si rende conto di avere dei problemi e tende ad attribuire ad altri la responsabilità dei suoi fallimenti e delle sue difficoltà relazionali. Per questo motivo, frequentemente chiede aiuto solo per alleviare i sintomi dell’ansia e della depressione
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Domande frequenti (Faq)
Mi hanno diagnosticato un disturbo di personalità. Cosa posso fare per curarmi?
Il disturbo di personalità richiede un intervento psicoterapeutico mirato, che aiuti a diventare più consapevoli delle proprie emozioni — che spesso emergono in modo impulsivo, caotico e prorompente — al fine di imparare a riflettere su ciò che si sente invece di agirlo d’impulso.
Ricevere questa diagnosi può spaventare, e il primo grande ostacolo è spesso legato alla motivazione: poiché questi tratti fanno parte del proprio modo di essere fin da piccoli, inizialmente può essere difficile percepire il confine tra se stessi e il disturbo, o credere che la terapia possa davvero aiutare. È proprio in questa complessità che si inserisce il lavoro terapeutico: uno spazio protetto in cui, un passo alla volta, impareremo a comprendere questi schemi per ritrovare stabilità, equilibrio e una migliore relazione con se stessi e con gli altri.