I conflitti sono parte integrante delle relazioni; anche se spesso siamo abituati a vederlo in chiave negativa, il conflitto – termine composto da con- (insieme) e dal verbo fligĕre (urtare, battere) – ha a che fare con il fatto che elementi diversi che si muovono in uno stesso ambiente entrano naturalmente in contatto tra loro, determinando attriti, contrasti, o per l’appunto, conflitti.

Un’azienda che non presta attenzione ai conflitti o che li considera solo come problemi da eliminare o da nascondere anziché come opportunità per sbloccare i processi e fare uno scatto in avanti è un’azienda destinata a non evolversi; come accade in natura per qualsiasi organismo, anche in azienda non c’è vera crescita se tutti gli ambiti e i processi interni non si evolvono in parallelo.
Il problema
Quando il conflitto tra individui con personalità, esperienze, competenze e visioni diverse non è gestito in maniera costruttiva, si può innescare un processo che porta al deterioramento delle relazioni interpersonali sul lavoro, con ripercussioni negative sul clima e sulla produttività lavorativa.
La soluzione
Non esiste una soluzione al conflitto; esistono modalità di gestione efficace del conflitto. Gestire efficacemente un conflitto interpersonale significa due cose:
- avere ben chiare le proprie esigenze e imparare a comprendere anche le esigenze dell’altro;
- spersonalizzare il conflitto, ovvero imparare a collaborare su un obiettivo comune focalizzandosi sull’efficacia delle azioni intraprese, senza l’interferenza di valutazioni e giudizi sulla persona che abbiamo di fronte.