Lo stress: riconoscerlo e imparare a gestirlo

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Lo stress deriva dall'interazione tra persona e ambiente ed è la normale risposta dell'organismo agli stimoli e alle sollecitazioni cui è sottoposto. È lo stress, ad esempio, ci fa reagire prontamente di fronte ad un pericolo esterno, mettendoci nella condizione o di fuggire o di affrontarlo. Questa funzione di allarme è particolarmente importante in termini di adattamento e di sopravvivenza, soprattutto se, ad esempio, viviamo in una foresta e rischiamo di incontrare quotidianamente delle belve feroci che ci vogliono assalire. Ma lo stress agisce anche come spinta all'auto-realizzazione e all'evoluzione personale. Immaginiamo, ad esempio, di dover sostenere un esame; la tensione anticipatoria che sperimentiamo altro non è che un effetto dello stress, che ci serve a mobilitare le risorse e le energie necessarie per affrontare con successo la prova.
Possiamo quindi dire che ogni stimolo, compito o situazione esterna attiva in noi una reazione di stress, che varia non solo da persona a persona ma la stessa persona può reagire diversamente allo stesso stimolo in momenti diversi della sua vita e anche della stessa giornata. Questa estrema variabilità dipende da come la persona valuta una certa situazione o stimolo in relazione alla propria capacità di farvi fronte. Anche se non ne siamo consapevoli, la nostra mente, infatti, è continuamente impegnata in un processo di valutazione degli stimoli esterni, al fine di valutarne la pericolosità (o meglio il potenziale stressogeno) e fare un bilancio in termini di se e come è possibile affrontarli.

La valutazione cognitiva influenza quindi l'intensità dello stress e il significato che esso assume per la persona. Ad esempio, se la persona valuta di riuscire a rispondere adeguatamente allo stimolo e far fronte alle richieste della situazione utilizzando le proprie risorse, lo stress che ne deriva assume un significato positivo (eustress o stress positivo) per la persona e per il suo benessere.

Diversamente, se la persona non sa se riuscirà a rispondere o valuta di non riuscire a rispondere adeguatamente allo stimolo perché percepisce le richieste della situazione eccessive rispetto alla sua capacità di farvi fronte, si genera una condizione di tensione che, se persistente nel tempo, può rivelarsi dannosa per la salute e il benessere della persona (distress o stress negativo).

È a quest'ultima accezione che ci riferiamo quando parliamo di stress negativo, ovvero ad uno stato di tensione continua e logorante causato da uno stimolo (un compito, una situazione o una richiesta ambientale) a cui la persona non sa se è in grado di rispondere o sente di non riuscire a rispondere adeguatamente con le risorse di cui dispone.

Ma come agisce lo stress su di noi?
Pur potendo essere determinato da stimoli di diversa natura, lo stress, si manifesta sempre allo stesso modo, come uno stato di attivazione generalizzato dell'organismo. Nello stress si distinguono:

  • una fase di allarme, in cui l'organismo si attiva e mobilita le energie per reagire ad uno stimolo o ad una situazione percepita come stressante. Si assiste così ad un aumento della produzione di ormoni dello stress, tra cui adrenalina e cortisolo, che determinano un innalzamento della frequenza e della pressione cardiaca, a cui segue un aumento della tensione muscolare (grazie al maggior afflusso di sangue ai muscoli) e una diminuzione dell'attività gastro-intestinale;
  • una fase di resistenza: se lo stressor persiste l'organismo tenta, pur con notevole sforzo, di adattarsi – di resistere – alla situazione e ripristinare un equilibrio interno, cercando di normalizzare gli indici fisiologici;
  • una fase di esaurimento: se la situazione stressante persiste o risulta troppo intensa, si entra in una fase di esaurimento in cui l'organismo non riesce più a difendersi (non riesce più a resistere) e, venendo a mancare la sua naturale capacità di adattamento alla situazione, va incontro a danni e disturbi di tipo fisico, psicologico e comportamentale.
Un'ultima questione riguarda la possibilità di controllare e gestire lo stress negativo.

Poiché lo stress dipende dalla mente e dalle sue valutazioni è sempre attraverso la mente che possiamo gestirlo e controllarne gli effetti negativi.
Una prima modalità è l'utilizzo di tecniche di rilassamento che, facilitando la normalizzazione dei parametri fisiologici, permettono di contrastare gli effetti negativi dello stress a livello psico-fisico.
Alle tecniche di rilassamento può essere associata la visualizzazione di immagini mentali che vanno a riequilibrare gli indici fisiologici e a stimolare certi stati mentali positivi incompatibili con lo stress. Le immagini mentali funzionano in base ad un principio di ideoplasia, per cui ogni immagine visualizzata mentalmente ed ogni sensazione ad essa associata tende a manifestarsi nel corpo, producendo modificazioni somatiche apprezzabili e misurabili; ogni pensiero e ogni immagine che attraversa la nostra mente dà alle cellule nervose l'impulso per la produzione e la messa in circolo di specifiche molecole chimiche "naturali" (neurotrasmettitori), che si diffondono in tutto il sistema nervoso e, attraverso di esso e le sue ramificazioni, in tutto l'organismo, influenzandolo sia a livello fisiologico che psicologico. Allenandosi nelle visualizzazioni mentali è quindi possibile contrastare gli effetti negativi dello stress.

Naturalmente, è importante anche modificare o correggere il proprio stile di vita, spesso causa dello stress negativo che sperimentiamo. Mangiare sano, dormire a sufficienza, fare una moderata ma costante attività fisica, prendersi dei momenti per se stessi per fare ciò che più ci piace; tutto questo può aiutarci a mantenere o recuperare un equilibrio psicofisico e allontanare lo stress negativo dalla nostra vita.