Migliorare la prestazione sportiva con l'"allenamento mentale"

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Nello sport, come nella vita, è importante provare sempre a migliorarsi e dare il meglio di sé.
Per questo è necessario allenarsi in ciò che facciamo. L'allenamento è lo strumento che permette di perfezionare un comportamento o un'attività attraverso l'esercizio e la ripetizione, in modo tale da poter esercitare un controllo sempre maggiore su ciò che stiamo facendo e poterlo fare sempre meglio e con il minor dispendio possibile d'energia. 
L'allenamento è la chiave dell'eccellenza, in qualsiasi campo e qualsiasi sia l'attività in cui vogliamo cimentarci. Lo sa bene lo sportivo professionista, che si allena duramente per ore tutti i giorni per migliorare il suo gesto atletico e la sua prestazione. 

Quel che spesso non si sa o non si prende abbastanza in considerazione sono invece i fattori e le variabili psicologiche che influenzano il rendimento fisico e la prestazione atletica dello sportivo. Tra questi, un ruolo di primaria importanza spetta alle immagini mentali, a ciò che l'atleta immagina e si dice rispetto a se stesso e alla sua prestazione.

La mente, ciò che pensiamo e immaginiamo, influenza infatti il corpo e ne condiziona il funzionamento attraverso tutta una serie di reazioni biochimiche che modificano i principali parametri fisiologici (pressione e frequenza cardiaca, temperatura, produzione ormonale, tensione muscolare ecc.) arrivando a determinare, nel tempo, vere e proprie alterazioni organiche a carico dei vari apparati (l'influenza della mente sul corpo è già stata studiata e verificata ampiamente dalla psicosomatica, che ricollega certi disturbi e certe malattie ad un atteggiamento mentale pessimistico e a stati d'animo del paziente).
Il principio è quello per cui immaginare una certa cosa è un pò come farla nella realtà: il nostro corpo si attiva come se davvero stessimo facendo quella cosa e si predispone a farla proprio così come l'abbiamo immaginata nella nostra mente.
Con un adeguato allenamento mentale è quindi possibile aiutare l'atleta a sfruttare al massimo le sue potenzialità, migliorando il suo rendimento fisico e la sua prestazione. 
Indipendentemente dal tipo di obiettivo che si vuole raggiungere, l'allenamento mentale consiste nell'indurre nell'atleta uno stato di rilassamento e fargli visualizzare mentalmente delle immagini, alle quali vengono associate delle sensazioni fisiche o psicologiche che hanno un effetto positivo sulla prestazione sportiva. Il passo successivo è quello di aiutare l'atleta a riattivare autonomamente tali sensazioni positive di efficacia quando ne ha più bisogno, magari proprio durante la gara stessa; un pò come quando riascoltare una canzone è sufficiente a farci rivivere le stesse emozioni e suscitare lo stato d'animo di quando l'abbiamo ascoltata la prima volta.

A questo proposito è possibile intervenire a tre diversi livelli:

  • migliorare e perfezionare l'esecuzione del gesto atletico: si lavora su come l'atleta rappresenta se stesso nell'esecuzione del gesto sportivo, andando a imprimere e rinforzare nella mente dell'atleta immagini di forza, potenza, facilità e perfezione relativamente all'esecuzione del gesto atletico stesso;
  • ridurre l'effetto negativo della fatica sulla prestazione sportiva: si utilizzano le immagini mentali per allenare l'atleta a non percepire o a percepire meno l'effetto della fatica sui muscoli, sfruttando una riserva di energia che può essere attivata proprio nel momento in cui ce n'è più bisogno;
  • promuovere un corretto approccio emotivo alla gara: si realizza allenando l'atleta ad affrontare la gara con il giusto grado di tensione e di concentrazione, inducendo delle sensazioni positive rispetto a se stesso, alla sua performance al contesto esterno in cui si svolge la gara. L'allenamento mentale può quindi essere uno strumento prezioso per migliorare la prestazione sportiva; non sostituisce l'allenamento fisico, ma lo integra e lo potenzia aiutando l'atleta a dare il massimo delle sue capacità e gestire al meglio la sua dimensione emotiva.