Il destino come scelta

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Spesso le persone si lamentano della loro vita e attribuiscono la colpa di ciò che gli accade al destino avverso. 
In questo modo finiscono con l’assumere un atteggiamento totalmente passivo e remissivo che le porta a considerare inutile qualsiasi sforzo per provare a cambiare se stesse e le proprie circostanze.
Ma cos'è il destino? È vero che ci condiziona così tanto? Ciò che accade è scritto e immutabile o possiamo in qualche modo cambiare le circostanze e dirigere la nostra vita nella direzione voluta?
Per rispondere a questi interrogativi proviamo a immaginare di metterci in viaggio per raggiungere una certa destinazione. Individuiamo il percorso che ci sembra più adatto e ci mettiamo in cammino. Strada facendo possiamo trovarci di fronte a ostacoli di varia natura o a condizioni meteorologiche avverse che ci rallentano il cammino o ce lo rendono più difficile; da come decidiamo di reagire dipende il proseguo del nostro cammino; possiamo ad esempio scegliere di fermarci e interrompere il viaggio perché ci sentiamo stanchi o decidere di cambiare strada perché qualcuno ci consiglia un percorso a suo dire più semplice e diretto per raggiungere la nostra destinazione. Oppure, possiamo scegliere di proseguire sulla nostra via, fiduciosi e sicuri, senza lasciarci spaventare dagli ostacoli che incontriamo...

Se pur in maniera semplificata, tutto questo ben rappresenta l’andamento delle cose: il destino è un percorso, una strada che ognuno di noi ha scelto per se stesso prima di arrivare qui sulla Terra; tale scelta è stata fatta sulla base delle proprie caratteristiche e predisposizioni personali, per ciò che volevamo esprimere e che ritenevamo più adatto a noi. La difficoltà maggiore sta nel fatto che, appena arrivati su questa Terra, ci dimentichiamo della scelta compiuta e ci troviamo spesso smarriti, confusi e disorientati, in dubbio sulla strada da seguire e spesso impauriti dalle circostanze esterne, dagli ostacoli e dalle difficoltà che incontriamo sul percorso. Questo è il motivo per cui molti se la prendono col destino e decidono di abbandonare la loro strada, cercando di seguire altri percorsi che immaginano più facili ma che poi non si rivelano tali e, soprattutto, non li conducono verso l'obiettivo che si erano prefissati. Ecco allora l’insoddisfazione e la rabbia; tutto appare senza senso, la persona non riesce più a trovare significato in ciò che fa, avendo perso di vista se stessa e il proprio "destino” di vita.

Ciò che dobbiamo capire è che esiste un destino, inteso come percorso tracciato che sarebbe giusto per noi e per l’espressione delle nostre proprie capacità. Ma esiste anche la nostra libertà di scelta, il nostro libero arbitrio, che in ogni momento ci consente di decidere per noi stessi, muovendoci in linea col nostro destino o seguendo percorsi diversi, che ci conducono verso destinazioni e obiettivi diversi.

Siamo noi quindi, che con ogni nostra azione, in ogni momento costruiamo il nostro proprio destino e influenziamo lo svolgersi della nostra vita. Chi crede che arrendersi di fronte alle difficoltà e agli ostacoli che incontra sul suo percorso significhi lasciarsi andare al proprio destino, in realtà non sta affatto seguendo il proprio destino.
Il destino, infatti, non è un abbandonarsi passivamente alle circostanze; è sempre una scelta attiva, da rinnovare continuamente e su cui impegnarsi ogni giorno, assumendosi la responsabilità di se stessi e delle proprie scelte e cercando di migliorarsi in modo da affrontare e gestire con forza e con fiducia gli ostacoli e le difficoltà che, inevitabilmente, incontriamo sul nostro percorso.