Spiritualità e ricerca interiore

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Tradizionalmente, il concetto di spiritualità è legato all'idea di un qualcosa che va al di là del corpo fisico; qualcosa che trascende la materia. In tal senso riguarda la dimensione religiosa, ha a che fare con il senso del mistero e del sacro e con un innato bisogno dell’uomo di tendere verso il divino, di avvicinarsi ad esso e aspirare ad una conoscenza superiore. Nel corso dei secoli, tuttavia, l'anelito verso il divino è stato incanalato all'interno di istituzioni ed organizzazioni a carattere religioso, che si sono accaparrate il monopolio della spiritualità, ponendosi come intermediari e come interlocutori privilegiati all'interno di quello che invece dovrebbe essere un rapporto diretto e personalissimo tra l'uomo e Dio.

Ogni uomo, infatti, ha in sé il senso del divino e può recuperare il contatto con la sua dimensione spirituale. Ma come fare? Non esistono metodi o strumenti preconfezionati uguali per tutti. Esistono semmai dei percorsi, delle strade che sono molto individuali e che hanno come comune denominatore un processo di crescita personale e di auto-consapevolezza. Cosa s'intende per crescita personale? Qualcosa di simile allo sbucciare una cipolla, liberandosi prima dagli strati più esterni e superficiali per poi arrivare al nucleo, all'essenza. Gli strati esterni rappresentano i condizionamenti socio-culturali, le abitudini e le convinzioni che abbiamo ereditato dalla famiglia e dagli altri ambienti educativi; tutte quelle sovrastrutture che abbiamo appiccicate addosso e sono alla base dei nostri conflitti interiori, delle nostre difficoltà emotive e dei nostri disagi esistenziali.

Spiritualità significa quindi semplificare: togliere anziché aggiungere; per scoprire che tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già presente dentro di noi. In questo modo arriveremo a comprendere che pur avendo un corpo non siamo il nostro corpo; noi siamo un'entità spirituale che va al di là dei limiti del corpo fisico, un concentrato di energia che abita il corpo e che, attraverso di esso, agisce nella materia.   

Il corpo è quindi esso stesso un mezzo per l'evoluzione dello Spirito. Tutto questo ci porta ad abbandonare la vecchia visione dualistica della separazione tra mondo materiale e mondo spirituale, abbracciando un nuovo concetto di Unità, in cui tutto ciò che esiste e ci circonda (anche la materia) è una manifestazione dello Spirito. Potremmo anche dire che materia e spirito sono la stessa cosa, che si esprime in forme diverse. Come confermano anche recenti studi di fisica quantistica, la materia solida non è altro che una condensazione di energie sottili ed invisibili che appartengono a una dimensione spirituale; un po' come il vapore - invisibile e rarefatto - si trasforma in acqua per effetto di un processo di condensazione, e l'acqua si trasforma a sua volta in ghiaccio, acquistando consistenza e solidità.

Spiritualità è divenire consapevoli delle qualità, delle caratteristiche e delle attitudini di cui siamo portatori come entità spirituali; e del fatto che siamo qui nella materia proprio per manifestare queste caratteristiche. Per questo siamo qua; per svolgere un preciso compito che ci siamo dati; quello di manifestare noi stessi ed esprimere al meglio le nostre capacità e potenzialità.

Se le nostre scelte e il nostro agire a livello materiale sono in linea con i desideri e le aspirazioni del nostro Spirito, ne guadagneremo un profondo senso di gioia, d'unità e d'armonia con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda. Questa è spiritualità…adempiere il proprio destino e realizzare pienamente se stessi! Possiamo quindi ritrovare il senso più profondo della spiritualità dentro ogni più piccola cosa che facciamo e in ogni azione che svolgiamo quotidianamente: tenendo presente che non è tanto importante cosa facciamo ma la consapevolezza con cui lo facciamo.