Leader si nasce o si diventa?

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La leadership è un insieme di capacità, un’attitudine innata, che però può essere affinata e perfezionata. Leader quindi si nasce… ma si può anche diventare!

Per prima cosa va detto che essere leader è qualcosa di più e di diverso dall'essere un capo: ci sono capi che non sono leader e leader che non rivestono alcun ruolo di responsabilità. 

Leader è colui che riesce a trasmettere una visione comune e motivare le persone al raggiungimento di un obiettivo. Il leader delega anziché accentrare, stimola l'autonomia anziché la dipendenza, si lascia guidare dal suo intuito e dall'intelligenza del cuore più che dalla razionalità e dalle teorie più "alla moda" del momento.
In ogni situazione il leader è colui che riesce ad avere una visione più distaccata e chiara sulle cose; è colui che rinuncia a cogliere un vantaggio immediato e alla tentazione di un facile risultato in favore di un obiettivo più “grande” e più ambizioso; è colui che guarda al percorso più che alla meta, pur avendola ben chiara; ed è colui che riesce a trasmettere agli altri passione per ciò che fanno e fiducia in se stessi. Anzi, parlerei proprio di fede, intesa come certezza incrollabile, convinzione assoluta, nel raggiungimento di un certo obiettivo: il leader, sa che una certa cosa accadrà, pur non sapendo né come né quando. Potremmo definire il leader una sorta di “lucido” visionario, un trascinatore, che, facendo leva sulla sua autorevolezza e sul suo modo di porsi agli altri, riesce a coinvolgere le persone, tirando fuori il meglio delle loro capacità e risorse.

Fiducia in se stessi, senso di responsabilità, atteggiamento mentale positivo, capacità relazionali ed empatiche: sono queste le condizioni necessarie da possedere o da sviluppare per essere leader. Vediamole una ad una. 

La fiducia in se stessi si sviluppa a partire da ciò che da piccoli ci viene detto, in relazione a ciò che siamo e a ciò che facciamo. Nel migliore dei casi questo porta la persona a maturare una convinzione del proprio valore come individuo, indipendentemente dalle circostanze esterne e dai risultati che può ottenere in una certa situazione. Questa convinzione dà alla persona la forza per affidarsi alle proprie sensazioni e utilizzare come guida la propria esperienza personale, anche quando tutti la pensano diversamente.
La fiducia in se stessi è legata alla presa di responsabilità per se stessi e per la propria vita. Più credo in me stesso, meno avrò bisogno di attribuire agli altri la colpa, la responsabilità o anche il merito di ciò che mi accade. Ciò significa aprirsi anche alla possibilità di imparare dai propri errori, ricalibrando e ri-orientando le proprie azioni senza cadere in vittimismi o auto-colpevolizzazioni. Responsabilità quindi come atteggiamento maturo verso se stessi e verso la vita; condizione necessaria, questa, per un leader, che pretende di essere guida e riferimento per altre persone.

Per perseguire i propri obiettivi e ispirare le persone in tal senso il leader ha anche bisogno di avere un atteggiamento mentale positivo. Il leader sa che la realtà è costruita mentalmente: accade ciò che noi c'immaginiamo e di cui siamo convinti. Per questo è importante, per un leader, avere sempre chiaro in mente l'obiettivo che vuole raggiungere, pensando e comportandosi come se lo avesse già ottenuto, anche se i fatti gli dimostrano il contrario…questa è la fede che smuove le montagne!

In ultimo, ma certo non per importanza, la leadership richiede delle qualità empatico-relazionali. Potremmo addirittura dire che senza queste qualità un leader non può ritenersi tale, anche se incarna perfettamente le altre; un po’ come lo sportivo che pur avendo grandi potenzialità individuali e allenandole al meglio non riesce ad esprimerle nella sua performance.    

Il leader deve saper ascoltare gli altri e saper comunicare con loro. Dev'essere in grado di porre critiche costruttive all'operato dei suoi collaboratori; deve sapersi mettere nei loro panni per comprendere chi sono, quali sono i loro bisogni, le loro aspirazioni, le loro capacità ed attitudini, individuando anche le leve più giuste per stimolarli a dare il meglio di sé. In tal senso il leader ha anche una funzione motivazionale, di attivatore e catalizzatore nell'espressione delle potenzialità altrui.