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La motivazione

motivazione

La motivazione è la spinta interiore a fare o non fare una certa cosa. Alla base di tutto ciò che facciamo o non facciamo c'è sempre una motivazione; essa può essere più o meno consapevole e anche più o meno funzionale al nostro benessere e alla nostra realizzazione personale. Un esempio su tutti: quando abbiamo fame siamo motivati, coscientemente, a mangiare per soddisfare un nostro bisogno immediato e garantirci, ad un livello più profondo, di cui spesso siamo inconsapevoli, la sopravvivenza e l'accrescimento. D'altra parte, ci sono comportamenti alimentari francamente patologici determinati da spinte motivazionali non solo inconsce ma anche autodistruttive, in quanto incompatibili con la vita stessa e coi suoi fondamentali meccanismi biologici. Abbiamo definito la motivazione come uno stato interiore dell'individuo. Esso può essere attivato da vari tipi di stimoli o "leve", che possono essere interne o esterne. Trovare dentro di sé gli stimoli per darsi la giusta carica motivazionale è essenziale per raggiungere i propri obiettivi e vivere bene con se stessi, sia nel lavoro che nella vita privata. Spesso però, a causa dell'educazione e dei condizionamenti socioculturali, lasciamo che il nostro... 

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La dipendenza

dipendenza affettiva

La persona dipendente è sempre alla ricerca di qualcosa di esterno che possa colmare il senso di vuoto e l’inquietudine che avverte dentro di sé; questo qualcosa può essere una sostanza (droga, alcol, cibo ecc.), un'attività o anche una persona, senza la quale sente di non poter vivere (in quest'ultimo caso si parla di dipendenza affettiva). Quando poi le sue aspettative vengono deluse, attribuisce la colpa e la responsabilità della sua insoddisfazione all'esterno e sperimenta intensi sentimenti di rabbia e/o di tristezza, per sfuggire ai quali deve lanciarsi alla ricerca di qualcos'altro o qualcun altro da cui dipendere. Presa in questo circolo vizioso, la persona continua ad alimentare quella stessa illusione di cui è vittima, incapace di rendersi conto del vero motivo che è alla base della sua infelicità e insoddisfazione. 
Alla base della dipendenza ci sono infatti un senso d’inferiorità e d’inadeguatezza che rendono la persona instabile, perennemente insoddisfatta, incapace di gestirsi autonomamente la vita e la spingono a cercare compulsivamente all'esterno qualcosa a cui aggrapparsi e da cui dipendere, nella speranza che ciò possa farla sentire appagata. In realtà, niente e nessuno dall'esterno può darci...

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Manipolazioni e dinamiche di potere nelle relazioni

relazioni affettive

Che lo vogliamo o no, la vita di ognuno di noi è fatta di relazioni con gli altri. Alcune più strette, intense e coinvolgenti, come quelle che intratteniamo con persone per noi affettivamente significative; altre più distaccate e superficiali. A seconda dei momenti della vita, delle esperienze e delle scelte personali, cambiano le figure con cui intratteniamo relazioni e rapporti significativi per intensità e frequenza degli scambi. La relazione è infatti uno scambio, un confronto, ma soprattutto un'occasione per conoscere se stessi e migliorarsi attraverso gli altri. La metafora che meglio descrive l'essenza della relazione interpersonale è quella dello specchio: ogni persona con cui ci relazioniamo ci rimanda, infatti, in maniera direttamente proporzionale al grado di coinvolgimento con cui siamo implicati in quella relazione, un'immagine di noi stessi, mette in evidenza qualche aspetto di noi che non è ancora cresciuto, che deve maturare o perfezionarsi. Non possiamo pretendere, infatti, di cambiare gli altri; l'unica cosa che possiamo cambiare sono le nostre reazioni nei confronti degli altri. La relazione è un'opportunità che ci viene offerta per cambiare in meglio noi stessi. Di fronte ad una relazione che ci crea disagio o ci...

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Educazione dei figli e ruolo dei genitori

educazione figli prato

Stiamo vivendo un momento difficile per quel che riguarda l'educazione dei figli: i genitori stanno perdendo sempre più la loro capacità di essere riferimento e guida per lo sviluppo e la crescita affettiva dei figli e, d'altra parte, i figli sentono sempre meno il legame d'attaccamento coi genitori e si orientano sempre più spesso all'esterno, verso i coetanei, per cercare risposte e soddisfazione ai loro bisogni emotivi, con tutti i rischi e le conseguenze negative che può comportare. Stiamo cioè assistendo ad un rovesciamento dell'ordine naturale delle cose. In natura, infatti, è previsto che i piccoli di ogni specie abbiano bisogno, per la loro crescita, di stabilire un legame d'attaccamento e di dipendenza con una figura adulta, che possa non solo accudirli e offrirgli il sostentamento materiale di cui hanno bisogno ma anche fungere da base sicura e da bussola di riferimento per orientarsi nella realtà, fin quando non saranno in grado di farlo autonomamente. Oggi questo legame sembra sempre più fragile, nonostante il bisogno d'attaccamento che ne è alla base sia rimasto immutato. Al di là del soddisfare i fondamentali bisogni d'accudimento e di sostentamento materiale, i genitori, infatti, fanno fatica...

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Vivere nel "qui ed ora". Il presente come spazio-tempo creativo

presenza mentale

Se ci osserviamo attentamente scopriremo che i nostri pensieri e le nostre reazioni sono spesso ancorati al passato o al futuro. Avendo una concezione lineare del tempo, tendiamo infatti a vivere o nella preoccupazione per ciò che accadrà in futuro o a lasciarci condizionare dalle esperienze del passato. In tal modo siamo sempre insoddisfatti e viviamo in uno stato d'ansia e di frustrazione continua, che ci impedisce di vivere serenamente e di gustarci il momento presente; diventiamo insensibili a tutto ciò che ci accade, come se la vita ci sfuggisse di mano e non fossimo noi a viverla veramente. Presi da questo ingranaggio e dalle turbolenze della vita quotidiana rischiamo così di esaurirci e di alienarci, innescando una spirale autodistruttiva per noi stessi e per il nostro equilibrio mentale. L'unica possibilità è allora quella di vivere pienamente ed intensamente il presente, momento per momento, come se esistesse solo il qui ed ora e non ci fosse né passato né futuro. Non siamo vittime del nostro passato! Il passato è infatti un tempo andato; dobbiamo imparare a far tesoro delle esperienze passate senza che diventino un peso, una zavorra ci impedisce di vivere pienamente il presente; imparare dal proprio...

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Leader si nasce o si diventa?

leadership prato

La leadership è un insieme di capacità, un’attitudine innata, che però può essere affinata e perfezionata. Leader quindi si nasce…ma si può anche diventare! Per prima cosa va detto che essere leader è qualcosa di più e di diverso dall'essere un capo: ci sono capi che non sono leader e leader che non rivestono alcun ruolo di responsabilità. Leader è colui che riesce a trasmettere una visione comune e motivare le persone al raggiungimento di un obiettivo. Il leader delega anziché accentrare, stimola l'autonomia anziché la dipendenza, si lascia guidare dal suo intuito e dall'intelligenza del cuore più che dalla razionalità e dalle teorie più "alla moda" del momento. In ogni situazione il leader è colui che riesce ad avere una visione più distaccata e chiara sulle cose; è colui che rinuncia a cogliere un vantaggio immediato e alla tentazione di un facile risultato in favore di un obiettivo più “grande” e più ambizioso; è colui che guarda al percorso più che alla meta, pur avendola ben chiara; ed è colui che riesce a trasmettere agli altri passione per ciò che fanno e fiducia in se stessi. Anzi, parlerei proprio di fede, intesa come certezza incrollabile, convinzione assoluta, nel raggiungimento di un certo obiettivo: il leader sa che una...

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Malattia e guarigione

guarire con la mente

La malattia, sia essa fisica o psicologica, è sempre un evento traumatico che ci sconvolge e ci confronta col senso del limite della natura umana. Il malato inizia subito a farsi delle domande; si chiede: "perché proprio a me? Perché proprio questa malattia? Cosa posso fare per guarire?". Dopo la scoperta della malattia inizia così un processo di riflessione sul senso di sé e della propria vita. Al di là dell'approccio di cura che si sceglie di seguire è necessario interrogarsi sul messaggio che la malattia e i suoi sintomi ci vogliono comunicare. Niente succede per caso; tutto accade per un preciso motivo. Dietro ad ogni problema di salute c'è qualcosa che non sta funzionando in noi e nella nostra vita, c'è qualcosa di noi stessi che non vogliamo guardare e che si manifesta sotto forma di malattia, diventando visibile nel corpo in modo che non possiamo più ignorarlo. Vista così, la malattia è una possibilità che ci viene offerta per cambiare; un campanello d'allarme, che possiamo continuare a ignorare oppure provare a comprendere, prendendoci la responsabilità di noi stessi e della nostra vita. In ogni essere umano c'è infatti una tendenza evolutiva innata, una spinta a perfezionarsi e manifestarsi pienamente per quel...

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La mente e le sue potenzialità

potenzialità mentali

La mente è una funzione psichica di tipo rappresentazionale; ciò significa che lavora per simboli (parole, immagini, sensazioni, ricordi) consentendoci di pensare o immaginare cose, eventi e situazioni reali, esistenti o accadute, ma anche mai esistite e mai vissute direttamente. Possiamo così ricordare un particolare episodio della nostra vita, organizzare e pianificare gli impegni della nostra giornata lavorativa ma anche immaginarci sdraiati su una spiaggia dei tropici o fantasticare su un elefante volante bianco a pois rossi. Va da sé che la mente è una cosa astratta. Non esiste una sede fisica della mente; esiste però un substrato biologico, il cervello, che attraverso tutta una serie di collegamenti ad impulsi elettrochimici rende possibile l'attività mentale. Semplificando, il cervello può essere visto come l'hardware, la macchina fisica necessaria per il funzionamento della mente; la mente può essere invece paragonata al software, al programma specifico utilizzato per trattare dati e informazioni. Diversamente da ciò che accade per il computer – dove il software non modifica in alcun modo la struttura dell'hardware – si è però recentemente scoperto che l'attività mentale influenza il funzionamento...

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Migliorare la prestazione sportiva con l'"allenamento mentale"

mental training

Nello sport, come nella vita, è importante provare sempre a migliorarsi e dare il meglio di sé. Per questo è necessario allenarsi in ciò che facciamo. L'allenamento è lo strumento che permette di perfezionare un comportamento o un'attività attraverso l'esercizio e la ripetizione, in modo tale da poter esercitare un controllo sempre maggiore su ciò che stiamo facendo e poterlo fare sempre meglio e con il minor dispendio possibile di energia. L'allenamento è la chiave dell'eccellenza, in qualsiasi campo e qualsiasi sia l'attività in cui vogliamo cimentarci. Lo sa bene lo sportivo professionista, che si allena duramente per ore tutti i giorni per migliorare il suo gesto atletico e la sua prestazione. Quel che spesso non si sa o non si prende abbastanza in considerazione sono invece i fattori e le variabili psicologiche che influenzano il rendimento fisico e la prestazione atletica dello sportivo. Tra questi, un ruolo di primaria importanza spetta alle immagini mentali, a ciò che l'atleta immagina e si dice rispetto a se stesso e alla sua prestazione. La mente, ciò che pensiamo e immaginiamo, influenza infatti il corpo e ne condiziona il funzionamento attraverso tutta una serie di reazioni biochimiche che modificano i principali parametri...

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La crisi economica e le conseguenze psicologiche per le persone

insicurezza

È sufficiente sfogliare un qualsiasi quotidiano, seguire un telegiornale o ascoltare la radio per rendersi conto di ciò che sta accadendo attorno a noi: gli effetti della crisi economica stanno non solo mettendo in ginocchio l’economia a livello mondiale ma anche innescando un clima di tensione e di paura nella mente delle persone. Siamo di fronte a un vero e proprio condizionamento di massa il cui scopo sembra essere quello di alimentare la paura e l’insicurezza, così da rendere le persone più malleabili, controllabili e, in nome della crisi, portarle ad accettare di buon grado ulteriori sacrifici a livello economico e misure sempre più restrittive della loro libertà personale, facendoli passare come interventi necessari e risolutivi. In nome di una crisi che sembra essere indotta artificialmente dall'agire senza scrupoli di pochi potenti, che da dietro le quinte controllano le principali lobbies economico-finanziarie del pianeta, le persone accettano sempre più di lasciarsi guidare e manovrare dall'alto, scavandosi la fossa con le loro stesse mani. Senza entrare nello specifico delle questioni socio-politiche, vale la pena riflettere sui meccanismi psicologici che sono alla base di questo condizionamento di massa e su come ognuno....

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Sicurezza e cultura della sicurezza in azienda: implicazioni psicologiche

sicurezza in azienda

Troppo spesso sentiamo parlare di incidenti e infortuni sul lavoro causati della mancata osservanza delle più elementari norme di sicurezza. E questo, nonostante la grande attenzione riservata alle questioni della sicurezza, alla grande quantità di formazione erogata in tale ambito e ad una normativa sempre più severa e stringente. Il perché di questo fenomeno e di questa apparente contraddizione è da attribuire, secondo me, ad alcune rappresentazioni “miopi” e distorte sulla sicurezza, che derivano dalla normativa stessa e dalla sua giovane età (la Legge 626, primo testo in cui si parlava di sicurezza a scopo preventivo è solo del 1994) ma mettono in evidenza un problema ancor più ampio e profondo: la mancanza di una cultura della sicurezza. Vediamole assieme: in primo luogo, il fatto che la sicurezza è spesso considerata come un ambito d’intervento separato e indipendente dalle altre funzioni aziendali, come se, ad esempio, fosse possibile scindere totalmente gli aspetti relativi alla sicurezza dalla formazione, dalla gestione del personale o dalla gestione economico-finanziaria dell’azienda; secondo, la funzione di responsabile della sicurezza (RSPP) viene svolta, spesso, rosicchiando tempo qua e là all'orario... 

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Accettazione e consapevolezza di sé

accettare se stessi

Cosa significa accettare se stessi? Perché è così importante? Su cosa si basa l’accettazione di sé? 
Rispondere a queste domande è fondamentale per chiunque voglia cambiare in meglio se stesso e sviluppare un atteggiamento positivo verso la vita. L’accettazione di sé è spesso interpretata come un atteggiamento di rassegnazione ed è collegata ad un senso d'impotenza nei confronti delle circostanze esterne. L’immagine mentale associata al concetto di accettazione di sé è quella della vittima, della persona incapace di modificare in alcun modo la sua situazione. E siccome più delle parole contano le immagini mentali ad esse associate – spesso socialmente e culturalmente costruite – possiamo concludere che il concetto di accettazione di sé, così com'è comunemente inteso, ingabbia la persona nei suoi propri limiti, spegnendo ogni spinta propositiva verso il futuro e impedendogli di mobilitare le energie e le risorse necessarie per avviare un processo di cambiamento e di miglioramento. In buona sostanza, ciò che si è non viene in realtà accettato ma semplicemente subito. L’idea che qui voglio proporre al lettore è quella di modificare l’immagine mentale alla base del concetto di...

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Lo stress: riconoscerlo e imparare a gestirlo

stress

Lo stress deriva dall'interazione tra persona e ambiente ed è la normale risposta dell'organismo agli stimoli e alle sollecitazioni cui è sottoposto. È lo stress, ad esempio, ci fa reagire prontamente di fronte ad un pericolo esterno, mettendoci nella condizione o di fuggire o di affrontarlo. Questa funzione di allarme è particolarmente importante in termini di adattamento e di sopravvivenza, soprattutto se, ad esempio, viviamo in una foresta e rischiamo di incontrare quotidianamente delle belve feroci che ci vogliono assalire. Ma lo stress agisce anche come spinta all'auto-realizzazione e all'evoluzione personale. Immaginiamo, ad esempio, di dover sostenere un esame; la tensione anticipatoria che sperimentiamo altro non è che un effetto dello stress, che ci serve a mobilitare le risorse e le energie necessarie per affrontare con successo la prova. Possiamo quindi dire che ogni stimolo, compito o situazione esterna attiva in noi una reazione di stress, che varia non solo da persona a persona ma la stessa persona può reagire diversamente allo stesso stimolo in momenti diversi della sua vita e anche della stessa giornata. Questa estrema variabilità dipende da come la persona valuta una certa situazione o...

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Ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo: perché è così difficile cambiare?

cambiamento

Le persone cercano aiuto e sostegno psicologico solo nel momento in cui riconoscono di avere un problema che gli procura sofferenza e gli impedisce di vivere serenamente la loro vita. Cercare e chiedere aiuto presuppone già un certo grado di motivazione al cambiamento, che però deve essere continuamente “rinforzata” e sostenuta. La motivazione è infatti alla base di qualsiasi tipo di cambiamento, è il combustibile che attiva e alimenta le nostre potenzialità interiori e i processi d'auto-guarigione del nostro corpo. Più vogliamo e desideriamo una cosa maggiore sarà anche la nostra motivazione ad averla. La nostra realtà, ciò che ci accade e viviamo dipende, quindi, dalla determinazione e dalla motivazione con cui perseguiamo i nostri obiettivi. Ecco perché, in ambito terapeutico è così importante sostenere la motivazione del paziente. Perché essa è l’alleato più forte su cui possiamo contare. In tal senso, potremmo anche dire che la terapia non è qualcosa che si fa al paziente ma alla sua motivazione al cambiamento. Ma quanto le persone vogliono davvero cambiare? “Volere” o “non volere” ecco il nodo interiore su cui è più importante lavorare. Nella persona che soffre è infatti... 

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Gli attacchi di panico: meccanismi scatenanti e ri-programmazione mentale

attacchi panico prato

Chi ha sperimentato un attacco di panico conosce bene il senso d’angoscia, la paura imminente di morire o d’impazzire e la perdita di controllo su di sé e sulle proprie sensazioni. In pochissimi, interminabili istanti, la persona vive un totale stravolgimento della realtà; tutto, attorno e dentro di sé, sembra sfocarsi e confondersi, in un’escalation che appare incontrollabile. Trascorso il momento di crisi acuta, la persona si sente esaurita, fisicamente e psichicamente, e torna a vivere uno stato di calma apparente. Solo apparente, perché la paura che la situazione possa nuovamente precipitare ed esplodere nel panico porta spesso la persona a chiudersi in un progressivo isolamento, evitando i contesti pubblici, le occasioni di socializzazione o quantomeno, le situazioni e i contesti simili a quello in cui l’attacco di panico si è verificato la prima volta. Naturalmente, più intensa è la paura e la tendenza all'evitamento, maggiore è la probabilità che l’attacco di panico effettivamente si ripresenti. Il panico, infatti, non è altro che un insieme di manifestazioni psico-fisiche collegate con un pensiero o un’immagine mentale. Sappiamo che i pensieri e le immagini che i pensieri e le immagini che attraversano la nostra...

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Spiritualità e ricerca interiore

ricerca spirituale

Tradizionalmente, il concetto di spiritualità è legato all'idea di un qualcosa che va al di là del corpo fisico; qualcosa che trascende la materia. In tal senso riguarda la dimensione religiosa, ha a che fare con il senso del mistero e del sacro e con un innato bisogno dell’uomo di tendere verso il divino, di avvicinarsi ad esso e aspirare ad una conoscenza superiore. Nel corso dei secoli, tuttavia, l'anelito verso il divino è stato incanalato all'interno di istituzioni ed organizzazioni a carattere religioso, che si sono accaparrate il monopolio della spiritualità, ponendosi come intermediari e come interlocutori privilegiati all'interno di quello che invece dovrebbe essere un rapporto diretto e personalissimo tra l'uomo e Dio. Ogni uomo, infatti, ha in sé il senso del divino e può recuperare il contatto con la sua dimensione spirituale. Ma come fare? Non esistono metodi o strumenti preconfezionati uguali per tutti. Esistono semmai dei percorsi, delle strade che sono molto individuali e che hanno come comune denominatore un processo di crescita personale e di auto-consapevolezza. Cosa s'intende per crescita personale? Qualcosa di simile allo sbucciare una cipolla, liberandosi prima dagli strati più esterni e superficiali per poi arrivare...

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Il destino come scelta

destino e kharma

Spesso le persone si lamentano della loro vita e attribuiscono la colpa di ciò che gli accade al destino avverso. In questo modo finiscono con l’assumere un atteggiamento totalmente passivo e remissivo che le porta a considerare inutile qualsiasi sforzo per provare a cambiare se stesse e le proprie circostanze.
Ma cos'è il destino? È vero che ci condiziona così tanto? Ciò che accade è scritto e immutabile o possiamo in qualche modo cambiare le circostanze e dirigere la nostra vita nella direzione voluta? Per rispondere a questi interrogativi proviamo a immaginare di metterci in viaggio per raggiungere una certa destinazione. Individuiamo il percorso che ci sembra più adatto e ci mettiamo in cammino. Strada facendo possiamo trovarci di fronte a ostacoli di varia natura o a condizioni meteorologiche avverse che ci rallentano il cammino o ce lo rendono più difficile; da come decidiamo di reagire dipende il proseguo del nostro cammino; possiamo ad esempio scegliere di fermarci e interrompere il viaggio perché ci sentiamo stanchi o decidere di cambiare strada perché qualcuno ci consiglia un percorso a suo dire più semplice e diretto per raggiungere la nostra destinazione. Oppure, possiamo scegliere di... 

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Il disturbo bipolare: l'eterno conflitto tra essere ed avere

depressione

Sempre più spesso sentiamo parlare di disturbo bipolare, un disturbo caratterizzato da continue     oscillazioni dell'umore, con l'alternarsi di fasi d'euforia o di relativo benessere a fasi depressive in cui la persona sperimenta un calo d'energia vitale, precipitando in uno stato d'apatia e di passività tale da comprometterne, nei casi più gravi, il funzionamento sociale e il contatto con la realtà. Va anche detto, tuttavia, che tutti noi alterniamo fasi positive in cui la vita ci sorride e tutto ci sembra bello a momenti in cui quasi scivoliamo nella depressione, a causa di qualche evento che colpisce un nostro punto debole. Cos'è allora che fa la differenza tra un "normale" oscillare dell'umore e un disturbo bipolare? Naturalmente l'ampiezza delle oscillazioni, ma soprattutto l'incapacità della persona di gestirle e recuperare un proprio equilibrio. Semplificando, se "cadere" è normale, "non rialzarsi" è patologico. Perché mai una persona non dovrebbe riuscire a riprendersi da una fase depressiva? Quali sono i motivi che la fanno prima sprofondare e poi gli impediscono di risollevarsi? La risposta, come sempre, ha a che fare con specifiche dinamiche interiori quali la percezione d'inadeguatezza e....

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La depressione

passività mentale

Più che una vera e propria malattia o una specifica categoria diagnostica considero la depressione un vissuto esistenziale, un modo di vedere e interpretare le cose, che interessa trasversalmente varie forme di disagio psichico e può assumere durata, intensità e forme anche molto diverse. Il termine depressione significa, letteralmente, calo di pressione, abbassamento, discesa a un livello inferiore, dove a scendere è il tono dell’umore, l’interesse verso la vita e verso le normali attività quotidiane; la persona depressa fa fatica a fare tutto, non si alzerebbe mai da letto, crede che tutto sia inutile, compreso qualsiasi tentativo di uscire da tale condizione di sofferenza. L’umore negativo e il pessimismo condizionano la percezione della realtà esterna, che si colora di nero; il depresso rimpiange il passato e non vede futuro davanti a sé, senza peraltro riuscire a vivere il presente, che diventa un tempo senza tempo, immobile, dove tutto si ferma e perde vitalità, senza più colore né gusto. Cos'è che determina questo abbassamento del tono dell'umore? Talvolta, la depressione emerge come reazione fisiologica ad eventi dolorosi, perdite, separazioni, malattie, momenti particolarmente critici che devono essere elaborati e superati;...

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Le emozioni come strumento di crescita personale

emozioni e salute mentale

Le emozioni sono degli stati psico-fisiologici che si manifestano nel corpo, e quindi sono osservabili, visibili a livello materiale pur essendo determinati da eventi immateriali, da contenuti puramente mentali. Il passaggio dalla mente al corpo è possibile grazie all'azione di mediatori biochimici, molecole che trasmettono le informazioni necessarie a produrre una specifica reazione fisiologica. Che differenza c'è allora, tra emozioni e sentimenti? Il sentimento è un'emozione di cui siamo consapevoli, uno stato d'animo meno intenso dal punto di vista del coinvolgimento corporeo e più duraturo nel tempo. 
L'emozione è intensa, breve, come un fiammifero che si consuma in un'attimo. Spesso, inoltre, l'ondata emotiva ci investe senza che ci rendiamo conto del perché; avvertiamo in noi una reazione corporea (aumento del battito cardiaco, respiro affannato, calore, tensione generale) ma non siamo in grado di dire cosa l'ha scatenata. Vediamo perché accade questo. Abbiamo detto che le emozioni sono provocate da contenuti mentali. Per contenuti mentali s'intende i pensieri – di cui possiamo essere più o meno consapevoli – ma anche immagini e sensazioni di vario tipo relative ad esperienze che abbiamo...

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